Nova Milanese, finto carabiniere in casa della 77enne: arrestato 19enne con refurtiva da 30mila euro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è presentato alla porta con i panni di un incaricato dei carabinieri, ma ad attenderlo fuori c'erano gli agenti della Squadra Mobile. Un italiano di 19 anni, originario di Ottaviano, in provincia di Napoli, è stato arrestato in flagranza di reato a Nova Milanese, nel Monzese, dopo aver raggirato una donna di 77 anni e essersi fatto consegnare gioielli, orologi e contanti per un valore complessivo di circa 30mila euro.

Il pedinamento e il cambio d'abito

L'operazione, condotta congiuntamente dalle Squadre Mobili delle Questure di Milano e di Monza e della Brianza, si è sviluppata nell'ambito dei servizi straordinari di prevenzione contro le truffe agli anziani. Gli investigatori hanno notato il giovane nel capoluogo brianzolo mentre si aggirava con atteggiamento sospetto tra i citofoni di una zona periferica, parlando in modo continuo al telefono come se ricevesse istruzioni in tempo reale. Pedinato fino alla stazione dei taxi, il 19enne è stato visto salire su un'auto diretta a Nova Milanese, dove è giunto in via Nazario Sauro.

Prima di entrare in azione, ha prelevato alcuni abiti da un trolley che portava con sé e si è cambiato dietro un'auto in sosta, per poi fare ingresso nella villetta della vittima.

La telefonata e l'allontanamento del figlio

Secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia di Stato, la donna era stata contattata telefonicamente da un sedicente appartenente all'Arma dei carabinieri, che le aveva riferito di una rapina avvenuta presso una gioielleria di Monza nella quale sarebbe stata utilizzata un'automobile a lei riconducibile. Con il pretesto di dover escludere un suo coinvolgimento, la vittima è stata indotta a raccogliere tutti i beni di valore custoditi in casa in attesa di un presunto controllo.

Nello stesso momento, un complice ha chiamato il figlio della donna, convincendolo ad allontanarsi dall'abitazione con la scusa di doversi recare in caserma, in modo da lasciare l'anziana sola.

Il bottino e il provvedimento del giudice

Il diciannovenne è uscito dall'abitazione stringendo tra le mani una scatola voluminosa che non aveva con sé al momento dell'ingresso. I poliziotti, qualificatisi come appartenenti alla Polizia di Stato, lo hanno bloccato nonostante un tentativo di fuga. All'interno della scatola sono stati recuperati numerosi monili in oro e argento, per un peso rispettivamente di 300 e 850 grammi, diversi orologi e 155 euro in contanti, il tutto riconosciuto dalla proprietaria e immediatamente restituito.

Durante la perquisizione sono stati sequestrati anche il cellulare utilizzato per le comunicazioni e un coltello a serramanico, per il cui possesso il giovane è stato denunciato a piede libero. L'arresto è stato convalidato dal giudice del Tribunale di Monza, che ha disposto nei confronti del 19enne il divieto di dimora in Lombardia in attesa del giudizio.

Un copione consolidato

Il raggiro messo a segno a Nova Milanese riproduce uno schema ricorrente, quello della cosiddetta truffa del finto carabiniere, che secondo le forze dell'ordine rappresenta una delle modalità di aggressione più diffuse ai danni delle persone anziane. La tecnica si basa su una telefonata in cui un sedicente appartenente alle forze dell'ordine prospetta un grave problema giudiziario o un incidente che coinvolgerebbe un familiare o un bene della vittima, inducendola a preparare denaro e preziosi per un presunto controllo.

Le forze dell'ordine ricordano che nessun appartenente all'Arma o alla Polizia è autorizzato a chiedere la consegna di denaro o oggetti di valore nelle abitazioni private e che, in presenza di richieste sospette, la condotta da tenere è interrompere la comunicazione e contattare direttamente il numero unico di emergenza 112.

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