A Bologna il supercomputer Pitagora, cuore europeo della fusione nucleare
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Redazione Economia
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Con una capacità di calcolo che sfiora i ventisette milioni di miliardi di operazioni al secondo, un dato che gli vale un piazzamento di prestigio al quarantaquattresimo posto nella classifica mondiale dei supercomputer più veloci, Pitagora è stato ufficialmente attivato nella sede del Cineca a Casalecchio di Reno, nel bolognese, segnando un traguardo significativo per la ricerca scientifica nazionale e internazionale. Alla cerimonia di inaugurazione, che ha visto il taglio del nastro da parte dei ministri Anna Maria Bernini e Gilberto Pichetto Fratin, è stato sottolineato come questa infrastruttura, la cui gestione operativa vede la collaborazione di Enea, non rappresenti soltanto un avanzamento tecnologico ma un tassello fondamentale per lo sviluppo dell’energia da fusione nucleare, un settore in cui l’Europa punta a ricoprire un ruolo di primo piano. L’infrastruttura, finanziata attraverso il consorzio Eurofusion, è interamente dedicata a validare i complessi risultati sperimentali che provengono dal reattore ITER, accelerando, di fatto, le simulazioni necessarie a rendere l’energia da fusione una concreta possibilità per il futuro.
Una data valley in Emilia-Romagna
Il presidente del Cineca, Francesco Ubertini, non ha usato mezzi termini nel definire l’impatto di questa nuova risorsa, affermando che “l’Emilia-Romagna diventa la data valley europea”, una dichiarazione che trova fondamento non solo nella cruda potenza di Pitagora ma anche nel contesto in cui esso si inserisce. Già nel 2022, infatti, sempre nel tecnopolo di Bologna, era stato inaugurato il supercomputer Leonardo, creando così un ecosistema di calcolo ad alte prestazioni senza eguali in Italia e tra i più competitivi a livello continentale. Questa concentrazione di risorse computationali di altissimo livello, le cui applicazioni spaziano dalla ricerca pura all’industria, attira ricercatori e investimenti, consolidando una filiera tecnologica che fa del territorio un polo di attrazione per competenze e innovazione.
Il ruolo strategico per la fusione nucleare
Ciò che distingue Pitagora da altri sistemi analoghi è la sua specializzazione assoluta, essendo stato concepito e realizzato per servire esclusivamente il programma di ricerca sulla fusione nucleare. In questo ambito, la sua velocità di elaborazione, che raggiunge i 44 petaflop al secondo, diventa uno strumento indispensabile per modellare fenomeni fisici estremamente complessi, come quelli che avvengono all’interno di un plasma confinato magneticamente, e per analizzare l’enorme mole di dati che verrà generata da ITER. Senza una tale potenza di calcolo, molti degli esperimenti condotti nel reattore sperimentale internazionale non potrebbero essere interpretati con la necessaria rapidità e profondità, ritardando di conseguenza la roadmap scientifica verso un’energia pulita, sicura e potenzialmente inesauribile.
Una sinergia istituzionale e scientifica
La presenza dei due ministri, Bernini per l’Università e la Ricerca e Pichetto Fratin per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, ha messo in luce la rilevanza trasversale del progetto, che tocca da vicino sia le politiche della ricerca sia quelle energetiche. L’investimento, che affonda le sue radi nel consorzio europeo Eurofusion e si concretizza grazie alla gestione congiunta di Cineca ed Enea, rappresenta un esempio di come la collaborazione tra enti di ricerca nazionali e programmi sovranazionali possa generare eccellenze. Questa sinergia, del resto, è essenziale per affrontare sfide scientifiche e tecnologiche di così vasta portata, le quali richiedono non solo ingenti risorse finanziarie ma anche un coordinamento efficace delle migliori competenze disponibili.




