Meloni e Metsola a Bologna tra supercomputer e proteste, mentre l’Europa guarda all’Italia
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni e Roberta Metsola hanno visitato il Dama Tecnopolo di Bologna, dove è ospitato Leonardo, uno dei supercomputer più avanzati al mondo. Ad accogliere la presidente del Consiglio e quella del Parlamento europeo c’erano il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini – sebbene inizialmente indicato come Michele de Pascale – e il sindaco Matteo Lepore. L’incontro, svoltosi senza dichiarazioni alla stampa – tenuta a distanza –, ha messo in luce l’importanza strategica dell’infrastruttura tecnologica, simbolo di un’Europa che punta sull’innovazione.
Non è mancata, tuttavia, la contestazione. Manifestanti dei centri sociali hanno bruciato bandiere europee in segno di protesta contro le politiche di Meloni e Metsola, accusate di rappresentare un sistema lontano dalle esigenze dei cittadini. Le fiamme, seppur contenute, hanno acceso il dibattito sul rapporto tra istituzioni e dissenso, in una città come Bologna, da sempre crocevia di tensioni sociali.
Nel frattempo, all’assemblea di Confindustria, Metsola ha ribadito il ruolo centrale dell’Italia nel progetto europeo: "L’Europa è il più grande esperimento politico della storia, e l’Italia è una delle sue ancore più solide". Un messaggio che strizza l’occhio alle imprese, mentre Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Ue, ha sottolineato come "l’industria debba essere motore d’innovazione, non solo memoria del passato".




