Ecofin a Budapest, boicottaggio di massa contro Orbán

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L'Ecofin di Budapest si è trasformato in un caso diplomatico senza precedenti. La maggior parte dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali dell'area euro e dell'Unione europea ha disertato le riunioni informali dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, organizzate dalla presidenza di turno ungherese. Solo 9 ministri su 27 hanno partecipato all'evento, tra cui Giancarlo Giorgetti, mentre l'altro italiano, Paolo Gentiloni, commissario europeo all'Economia, era assente.

Il boicottaggio è una risposta alle iniziative unilaterali del premier ungherese Viktor Orbán, che ha incontrato Vladimir Putin a Mosca il 5 luglio scorso, pochi giorni dopo aver assunto la presidenza di turno della Ue. Questo incontro, avvenuto senza preavviso e in un momento delicato per le relazioni internazionali, ha suscitato forti critiche e preoccupazioni tra i partner europei.

La Commissione europea, guidata da Ursula von der Leyen, aveva già deciso di non far partecipare gli eurocommissari alle riunioni in Ungheria, in segno di protesta contro le politiche di Orbán. La decisione di boicottare l'Ecofin è stata condivisa da 17 dei 27 Paesi Ue, che hanno inviato sottosegretari, vicegovernatori o alti funzionari in rappresentanza.

Il presidente dell'Eurogruppo, Paschal Donohoe, ha giustificato la decisione di tenere comunque la riunione a Budapest, sottolineando l'importanza del lavoro condiviso e della continuità istituzionale.

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