Il sindaco di Sanremo spegne la polemica sui “festini bilaterali”: “Oltre alla Lamborghini, nessun altro si lamenta”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un tormentone, in questa edizione del Festival, che nulla ha a che spartire con le melodie in gara all’Ariston, e che anzi si consuma lontano dai riflettori del palcoscenico, tra le lenzuola e il conto delle ore di sonno perdute. Protagonista della ridda di polemiche notturne è Elettra Lamborghini, tornata in riviera con il brano “Voilà” e con la stessa verve travolgente che l’aveva caratterizzata al suo debutto del 2019. La cantante, però, questa volta non fa parlare di sé solo per l’energia messa in scena o per le sue esibizioni, ma per una personale crociata contro il frastuono che, a suo dire, impedirebbe il riposo degli artisti. Dopo la prima sera, un post social pubblicato nel cuore della notte – “Porca tro*a, fate abbassare la musica ai festini di fianco agli hotel”, aveva scritto su X – aveva già acceso i riflettori sul problema, ma è stato il suo intervento dal palco dell’Ariston a trasformare la questione in un caso nazionale, complice una definizione tanto pittoresca quanto involontariamente comica -1-10.
Salutata da Carlo Conti e Laura Pausini, Elettra Lamborghini aveva infatti promesso di scendere in pantofole, armata di megafono, per porre fine a quelli che lei stessa ha definito “festini bilaterali” – una sorta di lapsus linguistico per “collaterali”, prontamente rilanciato dai social e diventato immediatamente virale, distillato in meme e battute che hanno invaso le piattaforme digitali nelle ultime ore -4. Un’immagine, quella della popstar in tenuta da camera a fare irruzione nelle feste private, che ha strappato più di un sorriso, ma che cela un disagio concreto vissuto da chi, come lei, deve dividere l’adrenalina della gara con la necessità fisiologica di recuperare energie. «Sono le tre del mattino, noi ci sbattiamo dalla mattina alla sera tra interviste e prove – aveva rincarato la dose nelle stories Instagram, mostrando tutta la sua frustrazione – Almeno la decenza di abbassare il volume all’una» -10.
A fare da contrappunto a queste voci, ci sono però quelle di altri protagonisti della kermesse. In molti, infatti, condividono il disagio, seppur con toni meno roboanti. Tra questi, LDA & Aka 7even, il giovane duo che con “Poesie clandestine” si sta ritagliando il suo spazio in classifica, hanno voluto esprimere solidarietà alla collega. Pur alloggiando in strutture diverse – la Lamborghini è all’Hotel de Paris, mentre loro, nonostante la separazione delle camere per esigenze di riposo, risiedono altrove – i due artisti hanno raccontato la stessa identica difficoltà. «Lei ha ragione – hanno dichiarato in coro – Basta con ‘sto volume, capiamo le due o le tre, ma qui i festini finiscono alle cinque. Noi dobbiamo cantare, abbiamo interviste: fateci dormire!» -5. Una presa di posizione che, se da un lato rafforza la tesi della cantante bolognese, dall’altro mette in luce una spaccatura tra chi vive il dopo-Festival come un prolungamento naturale della serata e chi invece lo subisce come un ostacolo professionale.
A gettare acqua sul fuoco, o meglio a cercare di normalizzare la situazione, è intervenuto direttamente il primo cittadino della città ligure, Alessandro Mager. Ospite di Giorgio Lauro e Nancy Brilli a “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio1, il sindaco ha voluto ridimensionare la portata del fenomeno, liquidando la questione con pragmatismo amministrativo. «Oltre alla Lamborghini – ha argomentato Mager – non mi pare che ci siano stati altri che si sono lamentati, direi che è tutto sotto controllo» -1. Una dichiarazione, la sua, che fotografa una realtà forse meno drammatica di come viene raccontata, o che quantomeno sposta l’attenzione sulla percezione soggettiva del disturbo. Resta il fatto, oggettivo e incontrovertibile, che a Sanremo, per chi vi parteciva da concorrente, il confine tra la magia della kermesse e l’incubo dell’insonnia può diventare, notte dopo notte, sempre più sottile.
Il lapsus della popstar e la solidarietà dei colleghi in gara
La forza mediatica di Elettra Lamborghini, del resto, risiede proprio in questa capacità di trasformare un piccolo fastidio quotidiano in un fenomeno pop. La sua richiesta di un megafono, lanciata dai piani alti dell’Hotel de Paris con la promessa di una foto ricordo per chi glielo avesse recapitato, ha assunto i contorni di una performance nell’era dei social, capace di catalizzare l’attenzione ben oltre la musica -1. Il termine “bilaterale”, usato in luogo di “collaterale”, è diventato così il neologismo dell’edizione, spiazzando persino i conduttori sul palco e innescando una serie di reazioni a catena che hanno coinvolto il web e, a ruota, la politica locale. Se il sindaco Mager ha spento sul nascere qualsiasi allarmismo, altri cantanti, invece, hanno colto la palla al balzo per esprimere il loro disagio. LDA & Aka 7even, che pure stanno vivendo la competizione con lo spirito leggero di chi affronta «una cosa più grossa di loro in maniera spensierata» -8, non hanno nascosto che il vero nemico, per chi deve esibirsi, non è l’ansia da prestazione, ma la stanchezza accumulata.
Il silenzio degli hotel e il rumore di fondo della città
Villa Noseda, secondo quanto ricostruito, sarebbe uno dei luoghi indicati come fonte del clamore notturno, location di eventi che hanno visto tra gli ospiti anche personaggi noti del mondo dello spettacolo come Fabrizio Corona e Alessandro Basciano -1. Una movida, quella sanremese, che durante la settimana del Festival esce dai confini del Casinò e degli storici locali per invadere le strade e, inevitabilmente, raggiungere le finestre degli alberghi dove sono alloggiati i big. Se per la città questa effervescenza rappresenta un indotto economico e un’attrattiva turistica, per chi la musica la fa di professione – e deve preservare le corde vocali e la lucidità – diventa un boomerang. La risposta del sindaco, che minimizza l’accaduto riducendolo alla voce isolata di una sola artista, prova a blindare l’immagine di una macchina organizzativa perfetta, in cui l’ordine pubblico e la quiete sono garantiti. Tuttavia, la testimonianza di LDA & Aka 7even, seppur meno urlata, suggerisce che il problema esista e sia trasversale, accomunando artisti di diverse generazioni e generi musicali, tutti alle prese con il medesimo paradosso: essere a Sanremo per lavorare e trovarsi a lottare contro il successo stesso della manifestazione per potersi concedere qualche ora di sonno.
La tregua armata e le notti a Montecarlo per Afrojack
Nel racconto di queste notti agitate, non mancano aneddoti che dipingono un quadro familiare surreale. Elettra Lamborghini, intervistata ad “È sempre Mezzogiorno” da Antonella Clerici, ha svelato un retroscena che riguarda il marito, il noto dj Afrojack. Stanco e provato dal tour de force, il dj sarebbe stato letteralmente “spedito” al Casinò di Montecarlo pur di garantirgli – e garantirsi – un po’ di tranquillità lontano dal caos dei party. Una soluzione estrema, certo, che la dice lunga sul livello di saturazione raggiunto. La cantante, in gara con un brano dal Titolo che è già una dichiarazione d’intenti, “Voilà”, non ha mai smesso di ribadire il concetto: se i festini non cesseranno, lei stessa scenderà in campo con il suo megafono. Una promessa che, a questo punto, metà del web attende di vedere mantenuta, mentre l’altra metà, probabilmente, sta già preparando i tappi per le orecchie.




