Morata spreca, il Como ferma la sua corsa nel pareggio con il Cagliari
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Redazione Sport
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Il Sinigaglia, che pure aveva vissuto con fervore l’attesa per una vittoria ormai data per necessaria, ha dovuto accontentarsi di un altro risultato utile, il nono consecutivo in campionato, che però sa di occasione mancata per agganciare il treno delle posizioni di vertice. Quello contro il Cagliari, terminato a reti inviolate, rappresenta il terzo 0-0 nelle ultime quattro uscite dei lariani, un dato che, se da un lato conferma una solida imbattibilità, dall’altro ne evidenzia le difficoltà offensive in un momento cruciale della stagione. La partita, che si è sviluppata senza eccessi di spettacolo, ha visto una squadra di Como determinata a imporre il proprio ritmo, sebbene spesso incapace di tradurre il possesso palla in concrete realizzazioni, mentre i sardi, reduci da due sconfitte, hanno impostato la propria strategia su un atteggiamento prudente e concentrato, badando principalmente al contenimento.
L'occasione da brividi e il Var che nega il gol
Un brivido di disappunto ha percorso la gradinata all’inizio della ripresa, quando Álvaro Morata, trovandosi di fronte al portiere avversario dopo una discesa aerea, non è riuscito a finalizzare un’azione che sembrava dover condurre all’inevitabile vantaggio. Quel tentativo, che si è concluso con un tiro alto sopra la traversa, è diventato il simbolo di una serata storta per l’attaccante, il quale, nel corso della gara, ha mostrato segni di nervosismo nel confronto serrato con il centrale difensivo avversario. A ciò si è aggiunto, nel primo tempo, l’episodio che ha visto il pallone finire in rete per un autogol su un cross dalla bandierina, un’azione prontamente annullata dall’intervento del Var a causa di un fallo riconosciuto in fase di costruzione della manovra, lasciando così intatto il punteggio.
La solidità del Cagliari e le parole di Pisacane
Dal canto suo, il Cagliari ha dimostrato di possedere quelle doti di organizzazione e cuore che il suo tecnico, Fabio Pisacane, aveva indicato come fondamentali nell’approccio a una trasferta così insidiosa. “Sapevamo che ci aspettava un’altra battaglia dopo Roma, dove il nemico aveva delle armi affilate: siamo riusciti, nelle nostre possibilità, a fermarlo”, ha dichiarato l’allenatore al termine della partita, esprimendo una soddisfazione più che legittima per il punto conquistato. Il suo piano di gara, incentrato su uno schieramento studiato per coprire gli spazi e mettere in difficoltà gli avversari, ha trovato piena applicazione in campo, consentendo alla squadra di uscire indenne da un impianto di gioco considerato complicato e di interrompere una striscia negativa.
Un punto che ha un valore differente per le due squadre
Mentre per i rossoblù il pareggio assume le sembianze di un successo, capace di ridare fiducia dopo le battute d’arresto precedenti, per il Como il bilancio non può che essere amaro, nonostante l’imbattibilità rimanga intatta. I lariani, che pure hanno cercato di insistere fino al finale con tentativi anche di Luvumbo, hanno in definitiva prodotto troppo poco per aspettarsi di superare una formazione così compatta e concentrata sul risultato. Il punto, se da una parte consolida una posizione di tutto rispetto in classifica, dall’altra lascia un retrogusto di insoddisfazione per non essere riusciti a sfruttare il fattore campo e per non aver concretizzato quelle poche, nette occasioni che il match ha offerto.




