Como e Cagliari si annullano, Morata spreca la chance decisiva

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Sinigaglia, che pure aveva recentemente applaudito al pareggio contro il Napoli, ha dovuto accontentarsi di un altro zero a zero, il terzo in sole quattro partite, un risultato che spegne gli entusiasmi per la corsa europea e che consegna ai lariani un punto di sapore amaro. Sebbene il nono risultato utile consecutivo in campionato rappresenti un dato positivo in termini di continuità, l’incapacità di trasformare il possesso palla in gol concreti sta diventando un tema centrale per una squadra che, in avvio di ripresa, ha avuto tra i piedi l’occasione più chiara per vincere l’incontro. Alvaro Morata, su un cross preciso dalla sinistra, si è trovato solo a pochi metri dalla porta ma ha miracolosamente fallito il bersaglio, lasciando sul campo i tre punti che sembravano doverosi; un episodio, quello dello spagnolo, che ha pesato come un macigno sull’esito finale e che ha evidenziato, ancora una volta, una certa profligazione offensiva.

La strategia del Cagliari: ordine e sacrificio

Dall’altra parte, il Cagliari di Claudio Ranieri ha imbastito una prestazione di pura concretezza, costruita sulla disciplina tattica e sulla chiusura quasi ermetica di ogni spazio centrale, dimostrando di aver imparato la lezione delle sconfitte con Sassuolo e Lazio. I sardi, i quali hanno badato al sodo sin dal fischio d’inizio, sono riusciti a neutralizzare le principali fonti di gioco del Como, costringendo gli uomini di Cesc Fàbregas a lunghi possessi sterili e a conclusioni da lontano poco pericolose. La soddisfazione della difesa rossoblù, capitanata da un ispirato Fabio Pisacane, è stata palpabile al termine di una battaglia dove, come ha poi sottolineato lo stesso giocatore, “portare via punti da qui non era facile”, riconoscendo nel contempo la qualità dell’avversario e l’abilità del suo allenatore, suo amico personale.

Il Var e le altre occasioni

La partita, peraltro, aveva avuto un episodio di svolta già nel primo tempo, quando un autonomo di Alberto Dossena su un cross di Alessandro Bellemo era finito nella propria porta, regalando momentaneamente il vantaggio al Cagliari; la gioia dei sardi, tuttavia, è durata poco, poiché l’intervento del Var ha rilevato un fallo a inizio azione, annullando il gol e mantenendo il punteggio sullo zero a zero. Oltre al clamoroso spreco di Morata, il quale ha mostrato evidenti segni di nervosismo nel duello fisico con il centrale difensivo Yerry Mina, il Como ha creato altre due pericolose occasioni con il subentrato Daouda Weidmann, la cui conclusione è stata respinta con difficoltà dal portiere, e con il tiro di Simone Verdi che ha sfiorato il palo, mentre nel finale un’azione personale di Leonardo Pavoletti ha quasi sorpreso la retroguardia lariana senza però trovare il gol che avrebbe stravolto il risultato.

Un pareggio che vale doppio

Quello che si è consumato al Sinigaglia, in definitiva, è stato uno scontro tra due filosofie di gioco ben distinte: da un lato il Como, che ha provato a imporre il suo ritmo e la sua costruzione manovrata ma senza la necessaria incisività finale, e dall’altro il Cagliari, che ha sacrificato l’estetica in nome del risultato, uscendo indenne da un campo difficile e aggrappandosi a una difesa compatta che ha lasciato ben poco. Se per i lariani il punto rappresenta un freno alle ambizioni di agganciare il treno delle prime, per i sardi costituisce un importante passo verso la salvezza, un punto di ripartenza dopo due sconfitte consecutive che dimostra come la squadra sappia reagire alle difficoltà con orgoglio e applicazione tattica.

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