I migliori sushi bar d'Italia, regione per regione, secondo il Gambero Rosso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Destreggiarsi tra i sushi bar italiani, ormai numerosissimi, non è sempre semplice, nonostante la passione per questo prodotto, che molti bramano e richiedono in moltissime delle serate fuori. A venire in soccorso degli appassionati, che dimostrano un attaccamento sempre più profondo verso la tradizione gastronomica giapponese, è la guida sushi del Gambero Rosso, la quale, per l'edizione 2026, ha censito ben 230 indirizzi in tutta la Penisola. Si tratta di locali che, ciascuno a proprio modo, seguono i dettami di un'arte antica, quella che combina le parole «su» (aceto) e «meshi» (riso) per costruire un boccone il cui equilibrio, spesso perfetto, oscilla tra umami e dolcezza. Un panorama in piena evoluzione, caratterizzato dal fiorire di banchi dedicati all’omakase, dalla crescita costante degli eleganti locali di fine dining, dal boom delle izakaya e da un’attenzione sempre maggiore nei confronti del sake e della mixology del Sol Levante.
Il massimo riconoscimento e le nuove tendenze
Aumentano, rispetto alla precedente edizione, i ristoranti che hanno conquistato le Tre Bacchette, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida per qualità e servizio. Tra questi, spiccano ben quattro locali pugliesi, premiati per la loro eccellenza, a dimostrazione di come l'alta qualità non sia più un'esclusiva delle grandi metropoli del Nord. Milano, nondimeno, si conferma saldamente al vertice della classifica con dodici premiati, di cui quattro new entry, seguita da Roma, che ne conta sei con due novità, e da Torino, con tre premiati e una novità. Un'espansione, questa, che riflette un mercato in continua maturazione e una clientela sempre più informata ed esigente.
Le nuove stelle del panorama nazionale
Gli undici nuovi ingressi che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento sono: Moon Asian Bar dell’Hotel Valadier e Nomisan a Roma; Miyabi a Torino; Azabu10, Hatsune Zushi at Ronin, IYO Kaiseki e IYO Restaurant a Milano; Yamaneko a Udine; Ambar a Firenze; Ruri Kaiseki e Urubamba a Napoli. Di questi, alcuni si distinguono per aver introdotto concept innovativi, mentre altri si focalizzano su una proposta più tradizionale, ma tutti contribuiscono ad arricchire una mappa gastronomica in costante divenire. A Napoli, in particolare, il ristorante Ruri Kaiseki, inaugurato nell'ottobre del 2024 in Vicolo Santa Maria Cappella Vecchia, non solo ha ricevuto le Tre Bacchette ma si è anche aggiudicato il Premio Speciale “Novità dell’Anno”, un traguardo che celebra la tradizione culinaria giapponese in un contesto unico e suggestivo.
Un omaggio alla cultura nipponica
Ruri Kaiseki, il cui nome è già un programma, si presenta fin dalla sua apertura come un autentico omaggio alla cultura gastronomica del Giappone, puntando su una proposta che va oltre il semplice sushi e abbraccia la complessità del kaiseki. Un approccio che, come dimostra il premio ricevuto, è stato colto e apprezzato dalla critica specializzata, indicando una tendenza verso esperienze culinarie sempre più articolate e fedeli all'origine. La sua presenza nell'elenco, insieme a quella di altri locali di nuova concezione, segna un ulteriore passo verso la diversificazione dell'offerta, permettendo ai commensali di esplorare sfumature diverse della stessa, vasta, tradizione.




