De Agostini conferma la scommessa su Legami, rilevando il 42% del brand
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Redazione Economia
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Il gruppo De Agostini, in un'operazione che consolida la propria presenza nel panorama degli investimenti diretti, ha trasformato in una partecipazione stabile la quota del 42% in Legami, il brand bergamasco noto per la sua offerta articolata in diciassette mondi tematici. La società benefit, che ha il suo quartier generale ad Azzano San Paolo, trova così un azionista di riferimento, il quale, attraverso questa mossa, sancisce la fiducia in un modello di business che ha saputo ritagliarsi uno spazio preciso nel retail. L'acquisizione, perfezionata ieri, segue di due anni l'ingresso del capitale di private equity gestito da DeA Capital Alternative Funds Sgr, un'esposizione che viene ora internalizzata dal gruppo principale, a dimostrazione di una strategia di lungo respiro.
Un brand polisemantico e la sua crescita
Il successo di Legami, la cui cifra d'affari ha ormai superato la soglia dei 300 milioni di euro, poggia le sue fondamenta su un'identità volutamente ambivalente, che invita tanto a riflettere sulle relazioni interpersonali quanto a un atto, quello di "legare", inteso in senso creativo. Fondata nel 2003 dall'imprenditore Alberto Fassi, l'azienda ha costruito la sua fortuna su un concetto di "happy shopping", un'esperienza d'acquisto che rende difficile, ai suoi numerosi clienti, uscire dai punti vendita senza aver trovato qualcosa di desiderabile. La sua crescita, ininterrotta da anni, è stata alimentata da una proposta che spazia dalla cartoleria più raffinata agli accessori per la casa e la cucina, senza tralasciare oggetti per i viaggi e per lo sport, creando una familiarità, quasi un legame affettivo, con una clientela che si dimostra costantemente affezionata.
La strategia di De Agostini e la visione di Drago
Enrico Drago, presidente della holding di famiglia, ha sottolineato come questa operazione non rappresenti un semplice cambio di compagine societaria, bensì un passaggio strategico per supportare la successiva espansione internazionale di Legami. La transizione, che coinvolge la quota detenuta da Flexible Capital Fund – un fondo ceduto in tempi recenti a Green Arrow Capital, con il passaggio di proprietà definitivo atteso per il 2026 – permette a De Agostini di mantenere una posizione di primo piano nel capitale. Il gruppo, che ha diversificato i suoi investimenti in settori come il farmaceutico e il food di alta gamma, vede in Legami un asset con un potenziale ancora largamente inespresso, soprattutto in ottica di una penetrazione in mercati complessi come quello statunitense, dove l'approccio emozionale al prodotto potrebbe rivelarsi un vantaggio competitivo decisivo.
Le prospettive di un piano condiviso
Con De Agostini come secondo azionista e Alberto Fassi che rimane al timone come fondatore e amministratore delegato, si apre una fase di pianificazione congiunta per il futuro. L'obiettivo dichiarato è quello di sviluppare un piano di lungo periodo che possa sostenere e accelerare la crescita di un'azienda la cui forza risiede nella sua capacità di parlare a un pubblico trasversale. Penne, articoli di cartoleria e una sterminata collezione di gadget e idee regalo, infatti, non attraggono solamente un target giovane, ma riescono a catturare l'interesse anche di una fascia adulta di consumatori, alla ricerca di oggetti che uniscano utilità a un design accattivante e a una narrazione emotiva.




