Il marito di Chamila Wijesuriya contro i giudici: "Serviva una perizia psichiatrica per De Maria"
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Redazione Interno
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Himanshu, il marito di Chamila Wijesuriya – la donna di 50 anni uccisa a coltellate al Parco Nord di Milano – non nasconde la sua rabbia verso i magistrati che concessero a Emanuele De Maria, l’autore del femminicidio, il permesso di lavorare all’esterno del carcere di Bollate. "Come mai uno che ha commesso un omicidio può essere libero?", ha chiesto, sottolineando che una valutazione psichiatrica più approfondita avrebbe forse evitato la tragedia.
De Maria, evaso durante un permesso lavorativo e poi morto suicida gettandosi dal Duomo dopo l’omicidio, era impiegato nello stesso hotel dove lavorava Chamila. Tra i due, stando alle indagini, non esisteva alcun legame precedente, il che rende il gesto ancora più inspiegabile. Il detenuto, già condannato per un altro omicidio, aveva ottenuto il beneficio penitenziario nonostante il suo passato, una scelta che i giudici della Sorveglianza milanese difendono affermando che nulla faceva "presagire l’imprevedibile e drammatico esito".
La posizione del tribunale è chiara: le valutazioni per l’accesso al lavoro esterno, regolato dall’articolo 21 dell’Ordinamento penitenziario, seguono criteri rigorosi. A sostenerlo è anche Francesco Maisto, garante dei detenuti di Milano, secondo cui il sistema non avrebbe mostrato falle, visto che solo una minima percentuale di casi porta a revoche. "Il problema", ha aggiunto, "era legato alla salute mentale di De Maria", un aspetto che, però, non era emerso in modo tale da giustificare il diniego del permesso.
Quello che resta, oltre alle domande senza risposta, è il dolore di Himanshu, che ora si ritrova solo a crescere il figlio della coppia. Mentre la magistratura ribadisce di aver agito secondo le norme, la vicenda riaccende il dibattito sull’equilibrio tra reinserimento e sicurezza, soprattutto quando a finire sotto esame sono detenuti con precedenti gravi. Senza contare che, poche ore prima di uccidere Chamila, De Maria aveva ferito un altro uomo, un dettaglio che fa sorgere ulteriori interrogativi sulla sua stabilità psichica già prima del gesto estremo.




