Morto a Sumy l’italiano Thomas D’Alba, ex paracadutista della Folgore. Kiev colpisce base aerea russa, ma perde due sistemi antiaerei
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Redazione Interno
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La guerra in Ucraina, giunta ormai al suo 1.229esimo giorno, ha fatto un’altra vittima tra i combattenti stranieri schierati con Kiev: Thomas D’Alba, 40enne di Legnano, ex paracadutista del 9° Reggimento "Folgore", è morto nel Donbass intorno a metà giugno. La notizia, diffusa dall’attivista Vladislav Maistrouk – che lo conosceva personalmente – è stata confermata da fonti ucraine, che lo davano inizialmente come "missing in action". D’Alba, che da due anni combatteva nelle file delle legioni internazionali, è il settimo italiano caduto dal febbraio 2022.
Mentre il fronte continua a mietere vittime, la strategia militare ucraina ha registrato un successo simbolico con l’attacco a una base aerea nella regione russa di Voronezh, dove erano dispiegati i caccia Sukhoi Su-27 e Su-34, spesso impiegati per colpire le retrovie ucraine. L’incursione, però, è stata controbilanciata dalla distruzione – rivendicata da Mosca – di due sistemi antiaerei Patriot, fondamentali per la difesa del cielo ucraino. Nelle ultime ore, inoltre, le forze russe hanno scatenato una nuova ondata di droni, oltre trecento, su diverse regioni, in un’escalation che sembra rispondere alla pressione militare di Kiev.




