Foti: "Con i fondi regionali 890 milioni per il piano casa, Ue dà via libera al Pnrr"
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Redazione Interno
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Il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha annunciato l’arrivo di consistenti risorse per le politiche abitative, risorse che, come ha spiegato lo stesso ministro, ammontano a una richiesta di 887 milioni di euro. Questi fondi, che proverranno dalla revisione dei programmi europei concordata con le Regioni, segnano un incremento quasi triplo rispetto alle disponibilità precedenti, andando a potenziare in maniera significativa le casse destinate a un nuovo Piano Casa. Il governo, che ha allo studio il provvedimento per facilitare l’accesso a soluzioni abitative a costi contenuti, ha dunque previsto uno stanziamento di 600 milioni a partire dal 2027, un impegno economico che si inserisce in un disegno più ampio di interventi strutturali.
Gli accordi da 3,4 miliardi
Parallelamente a questo canale di finanziamento, l’esecutivo ha compiuto un ulteriore passo nell’attuazione della riforma delle politiche di coesione, strumento che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito “fondamentale per ridurre i divari territoriali”. Dopo la firma dei ventuno accordi con le Regioni e le Province autonome, i quali hanno sbloccato risorse per oltre 45 miliardi, sono stati siglati i primi sette accordi con i ministeri e le amministrazioni centrali, i quali attivano investimenti per 3,4 miliardi di euro. Un’operazione, questa, che si propone di rendere l’Italia “più forte e coesa”, come hanno sottolineato i firmatari.
La coesione come leva di sviluppo
Secondo le dichiarazioni di Tommaso Foti, con l’attuale governo la politica di coesione si sta trasformando in una leva concreta di sviluppo, di innovazione e di inclusione a livello nazionale. La piena attuazione di questi piani, che qualcuno riteneva troppo ambiziosi, sarebbe assicurata da cronoprogrammi rigorosi, concepiti per tagliare gli adempimenti burocratici e moltiplicare i risultati tangibili. Su queste direttrici, ha affermato il ministro, il governo intende proseguire il proprio impegno, vigilando su ogni singolo intervento per assicurare tempi certi, il massimo rigore nella gestione finanziaria e la piena realizzazione degli investimenti.
Il monitoraggio sugli interventi
L’obiettivo dichiarato è quello di far sì che le ingenti risorse dedicate alla politica di coesione nazionale, delle quali una parte cospicua è già stata impegnata, si traducano in benefici effettivi per i cittadini, superando quelle lentezze che in passato hanno caratterizzato certi progetti. Il monitoraggio costante, del quale si parla spesso nei palazzi istituzionali, viene quindi presentato come elemento cardine per garantire che gli stanziamenti, una volta stabiliti, non rimangano soltanto su carta ma diano vita a opere e servizi, incidendo sulla vita quotidiana delle persone e sulla qualità delle infrastrutture.




