Foti: «Zes allargata al Centro, ma fondi al Sud restano invariati»
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Redazione Interno
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L’estensione della Zona Economica Speciale (Zes) all’Umbria e alle Marche, annunciata dal governo, ha acceso il dibattito sul rischio di un ridimensionamento delle risorse destinate al Mezzogiorno. Il ministro Foti, però, rassicura: «Non ci saranno tagli ai fondi per il Sud». Già l’Abruzzo, regione in transizione, rientrava nel perimetro della Zes unica, a differenza delle altre aree meridionali che l’Ue mantiene nell’obiettivo 1, riservato alle zone con reddito pro capite inferiore alla media europea. «Si tratta di un ampliamento che non intacca gli investimenti previsti per il Mezzogiorno», precisa Foti, sottolineando come l’inclusione di nuove regioni risponda a una logica di sviluppo integrato.
In Umbria, l’annuncio è stato accolto con favore da Legacoop, che vede nella Zes un’occasione per rafforzare la competitività del territorio. «Serve una visione condivisa e strategica», afferma Danilo Valenti, presidente di Legacoop Umbria, pur invitando a attendere il testo definitivo per valutare l’entità delle risorse disponibili. Secondo le stime, l’ingresso nella Zes potrebbe portare il Pil regionale a sfiorare i 28 miliardi di euro, con un moltiplicatore di 2,6 per ogni euro investito. Un dato che, seppure soggetto a margini di variabilità, lascia ben sperare imprenditori e istituzioni locali.




