Ferrari Luce, la muscolosa reinterpretazione di Venuum tra sogni di carbonio e prove di sicurezza

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Neanche il tempo di metabolizzare le linee morbide e avveniristiche della prima elettrica di Maranello, che già nel mondo dei rendering spunta una versione decisamente più cattiva e muscolosa della controversa Ferrari Luce.

L’atelier di tuning Venuum, con sede a Dubai e una predilezione per i supercar vestite in modo aggressivo, ha infatti presentato una reinterpretazione digitale che stravolge l’estetica originale della berlina, aggiungendo elementi in fibra di carbonio a volontà e quella che, a tutti gli effetti, è una dichiarazione di intenti: un enorme alettone posteriore fisso che cancella ogni residuo dubbio sulla vocazione sportiva del modello.

Un’estetica divisiva che chiede vendetta

La vettura, che monta un powertrain da 1.050 cavalli capace di scattare da 0 a 100 km/h in 2.5 secondi, è finita al centro dell’attenzione non tanto per le sue prestazioni – eccelse su carta – quanto per il suo design, giudicato da molti poco ispirato o addirittura troppo "saponoso". È proprio in questo vuoto estetico, per certi versi, che si inserisce la proposta di Venuum: il loro lavoro, visibile solo in fase di concept, agisce chirurgicamente sugli elementi più discussi.

Se da un lato i fan sfegatati del Cavallino, come il pilota Charles Leclerc, avevano parlato di un design "futuristico", dall’altro una fetta consistente del pubblico ha storto il naso, dando il via a una valanga di commenti e, appunto, di elaborazioni grafiche amatoriali. Quella firmata Venuum, però, ha dalla sua la qualità di un prodotto professionale e la coerenza di chi il mercato dei pacchetti estetici per auto di lusso lo conosce bene, avendo già proposto soluzioni per modelli come la Purosangue o la Rolls-Royce Wraith.

La ricetta di Dubai: muscoli e nero opaco

La trasformazione immaginata dallo studio di Dubai è radicale e si legge a colpo d’occhio: il frontale viene reso più minaccioso dall’aggiunta di uno splitter pronunciato e di appendici aerodinamiche laterali, mentre i parafanghi, allargati, donano alla vettura una posizione da vera e propria muscle car. Il tutto è esaltato da una livrea nero opaco, che nasconde le curve più morbide del design originale e spinge in primo piano i nuovi passaruota e le fiancate riviste.

Venuum, nel presentare il progetto, ha spiegato che il suo team è riuscito a creare "una visione molto più audace e radicale" in poche ore di lavoro, un’ammissione che suona quasi come una critica all’eccessiva cautela stilistica mostrata da Maranello. Al momento, però, si tratta solo di un esercizio di stile digitale, anche se l’azienda ha l’abitudine di trasformare questi rendering in realtà su commissione per una clientela facoltosa, con prezzi che, per pacchetti simili, possono tranquillamente superare le centinaia di migliaia di dollari.

I crash test e il giudizio di un maestro

Mentre i rendering di Venuum infiammano i forum, la vera Ferrari Luce sta affrontando il suo percorso di maturazione nel mondo reale, preparandosi a sottoporsi ai severi test di sicurezza imposti da Euro NCAP. L’obiettivo dichiarato per la berlina, che monta un complesso sistema a quattro motori basato su un’architettura a 800 volt, è quello di ottenere le ambite cinque stelle, un traguardo necessario per un’auto che, volente o nolente, rappresenta il futuro elettrico della casa.

E a proposito di futuro, c’è chi il coraggio della scelta lo loda senza mezzi termini: in un’intervista rilasciata in questi giorni, il celebre designer Giorgetto Giugiaro ha definito l’operazione Ferrari Luce come un atto di "coraggio da leone", sottolineando che una casa come Maranello può permettersi qualsiasi rischio stilistico. Una benedizione pesante, quella del maestro che ha disegnato la Golf e la Panda, che getta un’altra luce – mai banale il gioco di parole – sulle polemiche che continuano ad avvolgere la prima elettrica del Cavallino.

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