La Spagna campione del mondo atterra a Madrid, bagno di folla e festa a Cibeles per le Furie Rosse

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Spagna è ufficialmente tornata a casa. Dopo aver conquistato il secondo titolo mondiale della sua storia, la nazionale guidata da Luis de la Fuente è atterrata nel primo pomeriggio all'aeroporto di Madrid-Barajas, riportando nella penisola iberica la Coppa del Mondo vinta nella finalissima di New York contro l'Argentina.

A regalare l'impresa, risolta soltanto nei tempi supplementari, ci aveva pensato Ferran Torres al 106' minuto, consegnando di fatto una notte di festa che ha già invaso le strade della capitale iberica, le stesse che si preparano ad accogliere i propri eroi con un trionfo che sa di rivalsa e di continuità rispetto al ciclo vincente iniziato con il successo agli Europei del 2024.

L'arrivo a Madrid e il programma delle celebrazioni

Il volo proveniente da New York, un Airbus A350, è atterrato in un clima di grande attesa presso la terminal 4 del principale scalo della capitale. A scendere per primo, con il trofeo dorato saldamente tra le mani, è stato il capitano Rodri Hernández, seguito a ruota da tutto lo staff tecnico e dai compagni di squadra.

Come riportato dalle agenzie, la spedizione è stata immediatamente accolta da un pullman scoperto con la scritta "Enhorabuena, campeones", che ha trasportato la delegazione verso un hotel nel centro di Madrid per una breve sosta prima dell'inizio degli impegni ufficiali. La giornata si è rivelata subito densa di appuntamenti, scandita dalle tradizionali visite istituzionali che precedono il bagno di folla.

Dopo il riposo, la comitiva si è diretta prima al Palazzo della Zarzuela per l'incontro con la famiglia reale spagnola e, successivamente, al Palazzo della Moncloa, dove il primo ministro Pedro Sánchez ha voluto ricevere personalmente la squadra.

La foto di rito alla Moncloa con Pedro Sánchez

La tappa a Palazzo della Moncloa, sede del Governo spagnolo, ha rappresentato il momento clou degli eventi istituzionali di questa lunga giornata di festa. Pedro Sánchez, visibilmente soddisfatto, ha incontrato la squadra nei giardini della residenza, dove era stato allestito un palco per l'occasione. A fare da cornice all'evento, la classica foto di gruppo con la Coppa del Mondo contornata dai giocatori, un'immagine che è già rimbalzata sui principali media internazionali.

Secondo quanto si apprende, il premier ha voluto ringraziare la squadra per "il gioco, lo sforzo e la vittoria", guardando già con ottimismo al prossimo appuntamento iridato del 2030, che si terrà proprio in Spagna, Portogallo e Marocco, e augurandosi di poter bissare il successo con il detto "non c'è due senza tre". Durante la cerimonia, non sono mancati i discorsi dei giocatori e del commissario tecnico, che hanno ricevuto il calore di funzionari, familiari e alcuni tifosi selezionati per assistere all'incontro.

Il trionfo sportivo: il gol di Ferran Torres e i record

Il risultato che ha scatenato questa enorme ondata di entusiasmo è arrivato al termine di una finale dominata, ma conclusasi con un sofferto punteggio di 1-0. La Spagna ha letteralmente schiacciato l'Argentina per tutto l'arco della partita, totalizzando oltre venti tiri in porta contro lo zero degli avversari, costretti a giocare gran parte del supplementare in inferiorità numerica per l'espulsione di Enzo Fernandez.

Il match-winner Ferran Torres, entrato al 62' al posto di Mikel Oyarzabal, ha timbrato il cartellino con un sinistro al volo che non ha lasciato scampo al portiere argentino Emiliano Martinez, su assist di testa di Nico Williams.

Questa vittoria, oltre a regalare la seconda stella alla maglia della Roja a sedici anni di distanza da quella del 2010, ha proiettato la squadra di De la Fuente in una dimensione storica: nessuna sconfitta nell'intero torneo e una sola rete subita, numeri che testimoniano la solidità di un progetto tecnico iniziato anni fa con le giovanili. Oltre al titolo, gli iberici si sono portati a casa anche i principali riconoscimenti individuali, con Rodri nominato miglior giocatore del torneo, Pau Cubarsi miglior giovane e Unai Simon premato come miglior portiere.

L'apoteosi finale e il bagno di folla a Cibeles

Conclusi gli impegni a Palazzo Moncloa, il pullman scoperto ha preso il via per il consueto tour tra le vie della capitale, attraversando alcune delle arterie più iconiche come la Calle Princesa, la Puerta de Alcalà, per arrivare infine al tempio della celebrazione sportiva spagnola: Plaza de Cibeles. Secondo le stime delle autorità, circa due milioni di persone hanno gremito le strade per rendere omaggio ai propri beniamini, in una marea di bandiere rosse e gialle che hanno trasformato la città in un tripudio di colori.

Qui, i giocatori sono saliti sul palco allestito per l'occasione, dove sono stati presentati uno a uno al pubblico. A rendere omaggio ai campioni anche un videomessaggio della pop star Shakira, che ha elogiato lo spirito di squadra e la coesione mostrata sul campo, mentre lo stesso De la Fuente ha voluto sottolineare come i suoi ragazzi siano "i migliori del mondo", ricordando ai tifosi che l'unione è stata la chiave di questo straordinario successo. La festa proseguirà fino a notte fonda, suggellando una delle pagine più belle del calcio spagnolo.

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