La Spagna campione del mondo atterra a Madrid, un milione di tifosi attende il pullman scoperto
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Redazione Sport
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La Spagna che ha vinto i Mondiali 2026 è finalmente tornata a casa, mettendo fine a un'avventura iniziata quasi un mese fa e culminata con la vittoria in finale, per quanto non esaltante dal punto di vista del gioco. Nel primo pomeriggio di lunedì, il volo che trasportava i nuovi campioni del mondo ha toccato le piste dell'aeroporto di Madrid, dando il via a una giornata di festa che coinvolgerà l'intera capitale.
I primi a scendere dalla scaletta sono stati il commissario tecnico Luis de la Fuente e il capitano Rodri, che stringeva a sé la Coppa del Mondo, alzandola verso i fotografi e i pochi addetti ai lavori presenti, prima di essere accolti dai calorosi abbracci dello staff e dei dirigenti della federazione.
Un milione di persone per la parata trionfale
L'arrivo dell'aereo, avvenuto senza particolari scorte di eccezione ma con i consueti protocolli di sicurezza, ha segnato l'inizio di un percorso che porterà la squadra a incontrare i propri tifosi, in quello che si preannuncia come uno dei più grandi bagni di folla mai visti per una selezione nazionale.
Si parla infatti di circa un milione di persone pronte ad affollare le strade del centro, dove un autobus scoperto, simile a quello utilizzato per le celebrazioni dell'ultimo trionfo europeo, trasporterà i giocatori in un lungo tragitto che partirà dalla zona di Moncloa per concludersi nella storica Piazza Cibeles.
Proprio lì, davanti alla celebre fontana, è tradizione che le squadre madrilene e la nazionale celebrino i loro successi, e stavolta i calciatori indosseranno una maglietta celebrativa per l'occasione, accompagnati dalla musica e dai cori dei sostenitori accorsi da ogni angolo della Spagna.
L'incontro con il Re e i festeggiamenti serali
Prima del bagno di folla, però, la delegazione spagnola ha rispettato l'immancabile cerimoniale istituzionale che prevede la visita al Palazzo della Zarzuela, la residenza ufficiale del sovrano situata nella periferia nord-occidentale della capitale. Re Felipe VI, che aveva già inviato un messaggio di congratulazioni subito dopo il fischio finale della finale, riceverà i campioni in un ricevimento privato, nel corso del quale verranno scambiati doni e tradizionali foto ricordo.
Nonostante si tratti di un momento protocollare molto sentito dalla stampa spagnola e dalla famiglia reale, l'attenzione di tutta la città rimane concentrata sugli eventi serali: a partire dalle 18, infatti, la squadra salirà sul pullman scoperto per dare il via alla sfilata, che si snoderà tra le vie principali e terminerà con un palco allestito proprio ai piedi della fontana di Cibeles, dove sono attesi discorsi dei giocatori più rappresentativi e del tecnico, oltre a uno spettacolo pirotecnico che chiuderà una giornata entrata di diritto nella storia del calcio iberico.
Una finale tirata e dalle poche emozioni
Eppure, nonostante l'euforia che avvolge Madrid, va detto che la partita che ha regalato questo titolo non resterà certo negli annali per il suo valore spettacolare, perché la mente di molti appassionati è corsa immediatamente alle finali più povere di gol ed emozioni del passato, come quelle del 1990 tra Argentina e Germania o del 1994 tra Brasile e Italia.
Le due semifinali, combattute e ricche di colpi di scena, avevano fatto ben sperare per un confronto sulla carta affascinante, ma sul campo la stanchezza e la tensione hanno prevalso sulla fantasia, restituendo una gara tatticamente serrata e con poche occasioni nitide.
Forse è proprio la spettacolare finale del 2022, tra Argentina e Francia, ad aver alzato le aspettative oltre misura, facendoci dimenticare che nella storia dei Mondiali le gare decisive raramente offrono spettacolo puro e spesso si risolvono su episodi o calci di rigore, come del resto è accaduto anche in questa occasione, dove la Spagna ha saputo gestire al meglio i momenti chiave senza però incantare.




