Lo Spezia ribalta il Monza al Picco, 4-2 firmato Artistico e Bandinelli

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’era una volta, fino a domenica scorsa, uno Spezia dato per spacciato, penultimo in classifica e con un allenatore, Roberto Donadoni, il cui futuro sulla panchina ligure sembrava essere stato scritto su un foglio di carta velina, talmente era precario l’equilibrio. Poi, nella nebbia che talvolta avvolge il Picco, o forse nel sole primaverile di questo 7 marzo, la squadra aquilotta ha tirato fuori una prestazione che sa di ossigeno puro, rimontando due reti e infliggendo un 4-2 pesantissimo al Monza, capolista del campionato insieme al Venezia. Una vittoria che profuma di impresa, non tanto per il valore assoluto dell’avversario, quanto per il modo in cui è maturata: sotto di due gol dopo appena un quarto d’ora, con una difesa che barcollava e un attacco, quello ligure, che nel 2026 faceva registrare i numeri peggiori della categoria.

L’avvio dei brianzoli, in effetti, era stato di quelli che non lasciano presagire nulla di buono per chi subisce. La coppia Cutrone-Petagna, al 9’, aveva già confezionato il vantaggio: lancio dalle retrovie di Carboni, percussione dell’ex Parma e assist al centro per Petagna, bravo a spingere in rete a porta vuota. La musica non cambiava al 16’, quando Birindelli innescava Caso, la retroguardia di casa si faceva infilare come burro, e Petagna restituiva il favore a Cutrone per il 2. Sembrava la classica partita a senso unico, con lo Spezia che provava a reagire solo con alcuni cross e con un colpo di testa di Artistico, quel numero 9 che poi, invece, sarà il vero protagonista della serata. Perché al 20’, approfittando di una mischia in area, lo stesso Artistico si gira e infila, riaccendendo una fiammella in un Picco che già cominciava a rassegnarsi.

La svolta, però, ha il volto di un'espulsione, quella di Andrea Carboni. Il difensore del Monza, già ammonito, al 32’ stende Bandinelli in una zona innocua del campo, rimediando il secondo giallo e lasciando i suoi in dieci. Una ingenuità pagata a caro prezzo, perché dal quel momento l’inerzia della gara si ribalta come un calzino. Bianco, tecnico dei lombardi, prova a correre ai ripari inserendo Lucchesi per Petagna, ma nemmeno il tempo di riorganizzare le linee che Vignali crossa, Birindelli devia involontariamente e la palla arriva sulla testa di Giuseppe Aurelio, che insacca il pareggio. Un primo tempo finito 2-2 che sa di beffa per chi era partito così forte.

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