Il doppio approccio di Crédit Agricole

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il giorno successivo all'aumento della partecipazione del Crédit Agricole al 15,1% di Banco Bpm, con la richiesta alla BCE di poter crescere fino al 19,9%, la finanza e la politica iniziano a tirare le somme sulle ragioni dell'operazione. «Sono molto contento del loro investimento», ha dichiarato ieri il CEO di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, aggiungendo che la partita dell'OPS «è ancora molto lunga». Per ora, la certezza è che la Banque Verte ha messo a segno una doppia mossa.

La mossa di Crédit Agricole ha reso il loro investimento più costoso e complicato. Gli azionisti di Bpm non dovrebbero accogliere con favore questo sviluppo, ma per Unicredit «non cambia nulla». Su LinkedIn, il portavoce di Unicredit ha affermato che le probabili opzioni di Crédit Agricole sarebbero di fondere Bpm con CA Italia, a condizioni interessanti per CA, o affrontare una complicata combinazione con Mps. Tuttavia, entrambe queste strade distruggerebbero il valore azionario di Bpm.

Con una mossa preventiva, Crédit Agricole ha comunicato al governo in anticipo le proprie intenzioni di salire nel capitale di Banco Bpm. La percezione a Roma è che l'istituto francese abbia dato mandato a Deutsche Bank e JP Morgan il 2 dicembre scorso di costruire la posizione, pari al 5,2% del capitale, circa seicento milioni di euro, che ha permesso all'Agricole di salire dal 9,18% al 15,1% della banca milanese, chiedendo in parallelo l'autorizzazione ai regolatori di rafforzarsi fino al 19,9%.

La mossa del Crédit Agricole di salire al 15,1% di Banco Bpm sembra abbia avuto un preventivo cenno di via libera da parte del governo Meloni. Lo scrive l'agenzia Reuters senza citare fonti, ma la circostanza non è stata smentita.

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