F-18 spagnolo abbatte drone in Romania: cosa è successo
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Redazione Esteri
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L'F-18 spagnolo che ha abbattuto un drone in Romania è intervenuto all'alba di domenica dopo l'ingresso del velivolo non identificato nello spazio aereo rumeno. L'operazione è avvenuta nell'ambito della missione Enhanced Air Policing della Nato, attiva per la protezione del fianco orientale dell'Alleanza. Il ministero della Difesa spagnolo ha confermato l'intervento con un messaggio pubblicato su X, spiegando che due caccia F-18 spagnoli già in volo hanno ricevuto l'autorizzazione a intervenire. Il drone è stato individuato poco prima delle 5 del mattino nella contea di Galați, a circa 24 chilometri a nord della città.
L'intervento del caccia spagnolo dopo l'ingresso del drone nello spazio aereo rumeno
Il drone entrato nello spazio aereo della Romania proveniva dalla Moldova, secondo quanto riferito dalle autorità. Dopo l'individuazione del velivolo, i due F-18 spagnoli impegnati nella missione Nato hanno ricevuto l'ordine di procedere con l'abbattimento. I detriti del drone sono caduti in un'area disabitata, evitando conseguenze per persone o strutture nella zona interessata. L'episodio si inserisce nelle attività di sorveglianza e protezione del fianco orientale della Nato, con gli aerei spagnoli presenti nella regione per le operazioni di Enhanced Air Policing. L'intervento ha portato alla neutralizzazione del drone dopo la violazione dello spazio aereo rumeno.
La Nato ha indicato che il drone abbattuto sembra essere russo, sulla base delle informazioni disponibili sull'episodio. La valutazione arriva mentre proseguono gli attacchi legati alla guerra in Ucraina e mentre diversi territori registrano attività con droni e missili. L'abbattimento effettuato dal caccia spagnolo rappresenta un intervento diretto nell'ambito della missione di difesa aerea dell'Alleanza, attivata per controllare e proteggere lo spazio aereo del fianco orientale. Le informazioni diffuse finora riguardano l'ingresso del drone, l'azione dei due F-18 e il successivo ritrovamento dei detriti in una zona senza abitazioni.
I raid in Ucraina e l'attività dei droni nelle ultime ore
Nelle stesse ore, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito di raid russi che hanno provocato almeno tre morti e 20 feriti tra la notte e la mattina successiva. Secondo quanto comunicato in un post su X, due persone sono morte e 14 sono rimaste ferite a Kryvyi Rih, mentre una persona è stata uccisa nella regione di Sumy. Altri sei feriti sono stati registrati a Kiev e nella regione. Zelensky ha inoltre dichiarato che 13 regioni ucraine sono state colpite dalle forze russe nell'ultima settimana, con il lancio di oltre 1.550 droni d'attacco, quasi 1.560 bombe aeree guidate e 62 missili.
Un altro episodio ha riguardato Mosca, dove nella notte sono stati lanciati oltre 600 droni ucraini secondo quanto riferito dal sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin. Le autorità hanno comunicato la distruzione di oltre 200 droni nella regione e hanno segnalato l'intervento dei servizi di emergenza nei luoghi in cui sono caduti i detriti. Almeno tre persone sono rimaste ferite. Gli episodi riportati nelle ultime ore mostrano una nuova fase di intensa attività con droni in diverse aree coinvolte nel conflitto, mentre il caso del drone abbattuto in Romania ha coinvolto direttamente una missione Nato di sorveglianza aerea.
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