Milano cerca un nuovo inquilino per la palazzina ex Atm di viale Campania
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un avviso pubblico, pubblicato online dal Comune di Milano a fine dicembre, ha ufficialmente aperto la ricerca di un nuovo gestore per la palazzina ex Atm di viale Campania 12, struttura di proprietà comunale che per oltre un decennio ha ospitato il Wow Spazio Fumetto, prima che questo chiudesse i battenti nella scorsa primavera. L’edificio, la cui storia è legata a doppio filo con quella del fumetto italiano, è dunque destinato a rinascere con una vocazione precisa, che il bando intende indirizzare verso un progetto culturale e sociale, il quale dovrà avere – come si legge nel documento – una “forte impronta espositiva”. A questa, necessariamente, dovranno essere affiancate una serie di attività complementari, che spazino dall’educazione all’aggregazione, fino ad includere azioni mirate alla prevenzione di quelle forme di disagio che, purtroppo, caratterizzano non di rado la cronaca delle grandi metropoli.
Le condizioni per accedere al bando e l’esclusione del precedente gestore
La pubblicazione del bando, che stabilisce i criteri per l’assegnazione in concessione a Titolo oneroso dell’immobile, segna una tappa fondamentale per il futuro dello stabile, ma allo stesso tempo sancisce l’impossibilità per chi lo ha animato fino a pochi mesi fa di fare ritorno in quella che era considerata la “casa del fumetto”. Luigi Bona, direttore del museo e presidente della Fondazione Franco Fossati, che ne ha curato la gestione per quattordici anni, ha infatti dichiarato di sentirsi “tagliato fuori” dalla procedura, poiché tra i requisiti richiesti per partecipare figura l’assenza di pendenze o morosità verso l’amministrazione comunale. Una condizione che, stando a quanto riferito, non è al momento soddisfatta dalla Fondazione, la quale avrebbe un debito di circa centosessantamila euro verso Palazzo Marino, cifra che di fatto preclude qualsiasi candidatura diretta.
La destinazione prevista: un polo ibrido tra cultura e impegno sociale
Il Comune, dunque, pur riconoscendo il valore del percorso precedente, guarda ora avanti, immaginando per lo storico spazio – ubicato nel quartiere di Porta Vittoria – una funzione che vada oltre la sola esposizione, seppure di primo piano. L’intenzione è quella di farne un luogo vivo e permeabile, dove la dimensione culturale, inevitabilmente centrale, si intrecci in modo organico con una progettualità sociale attenta al territorio. Si parla, nel dettaglio, di iniziative educative e di attività di aggregazione, ma anche di azioni concrete di prevenzione, un tema che ricorre con una certa frequenza nelle agende delle amministrazioni cittadine, soprattutto alla luce di episodi di cronaca nera che, talvolta, trovano origine proprio in situazioni di emarginazione o fragilità non adeguatamente intercettate.
Una nuova vita dopo dodici anni di attività dedicata al fumetto
Il passaggio di consegne, qualora si trovi un concessionario idoneo attraverso il bando, rappresenterà la conclusione di un capitolo importante, durato dodici anni, e l’inizio di una fase totalmente nuova per l’edificio. Mentre la Fondazione Fossati dovrà fare i conti con la questione dei debiti e con la ricerca di una eventuale altra sistemazione per la sua collezione, l’amministrazione punta a riattivare al più presto uno spazio comunale di pregio, evitando che resti inutilizzato. La sfida, per il futuro gestore, consisterà nel dare a un’idea in grado di coniugare la necessaria sostenibilità economica con la complessità degli obiettivi richiesti, tra i quali – è bene sottolinearlo – non vi è più esplicitamente quello di mantenere una specifica dedicazione al mondo del fumetto, nonostante le pressanti richieste che provengono dagli appassionati e dagli addetti ai lavori.




