Immobiliare a Milano, i prezzi riducono la distanza tra case nuove e usate

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Immobiliare a Milano registra prezzi così elevati che acquistare una casa nuova o un’abitazione già esistente comporta ormai una differenza di spesa molto contenuta. Secondo l’ultima indagine di Immobiliare.it Insights, lo scarto medio tra nuovo e usato nella città è di circa 360 euro al metro quadro: le abitazioni nuove raggiungono 5.982 euro al metro quadro, mentre quelle vecchie si fermano a 5.618 euro al metro quadro. Il dato evidenzia una distanza ridotta tra due segmenti del mercato immobiliare che tradizionalmente presentavano differenze più marcate, con il prezzo delle case a Milano su livelli particolarmente elevati.

I prezzi delle case nuove e usate in Italia mostrano differenze ancora ampie

L’indagine di Immobiliare.it Insights analizza anche la composizione dell’offerta immobiliare italiana e il rapporto tra abitazioni nuove e già esistenti. A livello nazionale, per acquistare una casa usata servono mediamente 2.081 euro al metro quadro, mentre una casa nuova richiede quasi 1.100 euro in più, arrivando a 3.174 euro al metro quadro. Anche nel mercato degli affitti emerge una differenza tra le due categorie: una casa esistente costa mediamente 14,7 euro al metro quadro, mentre una nuova arriva a 16,2 euro al metro quadro, con uno scarto medio di 1,5 euro al metro quadro.

Il tema delle case nuove in Italia resta al centro delle analisi sul settore immobiliare, con l’abitare diventato un argomento sempre più presente nelle discussioni politiche e nelle valutazioni degli operatori del mercato. La richiesta di immobili più recenti si confronta con una situazione in cui i prezzi risultano in crescita e il prodotto nuovo assume un peso specifico sempre maggiore nelle dinamiche di acquisto. Il dato dei circa 1.100 euro al metro quadro di differenza media nazionale tra nuovo e usato rappresenta uno degli elementi emersi dallo studio sulla distanza economica tra le due tipologie.

L’offerta immobiliare italiana cambia tra affitti e compravendite

Lo studio di Immobiliare.it Insights ha esaminato anche la struttura dell’offerta residenziale nel Paese, evidenziando differenze tra il mercato degli affitti e quello delle vendite. Per le locazioni prevalgono bilocali e trilocali, che rappresentano rispettivamente il 41,5% e il 28,4% dell’offerta. Nel comparto delle vendite, invece, la quota maggiore riguarda trilocali e quadrilocali, con percentuali pari al 28,7% e al 22,3%. L’analisi prende in considerazione anche l’evoluzione dell’offerta negli ultimi cinque anni e le differenze territoriali tra Nord e Sud.

Le differenze tra città emergono anche osservando il rapporto tra il costo delle abitazioni nuove e quello delle case usate. A Genova, secondo i dati dell’indagine, le case nuove arrivano a costare il doppio rispetto a quelle già esistenti, mentre a Venezia il divario tra le due categorie risulta tra i più contenuti. Milano si distingue invece per un mercato in cui i valori degli immobili hanno ridotto la distanza tra nuovo e vecchio, con prezzi medi che rendono molto ravvicinate le due fasce di acquisto.

Milano e il mercato immobiliare con valori sempre più elevati

Il mercato immobiliare milanese mostra quindi una particolare pressione sui prezzi, con abitazioni nuove e usate collocate su livelli molto vicini. La differenza di circa 360 euro al metro quadro rilevata dall’indagine descrive una situazione in cui la scelta tra un immobile recente e uno già esistente incide meno sul prezzo finale rispetto a quanto avviene in altre realtà. I dati raccolti da Immobiliare.it Insights collegano questo scenario alla composizione dell’offerta residenziale e alle caratteristiche del mercato italiano.

Nel quadro nazionale analizzato dallo studio, il confronto tra nuovo e usato riguarda sia gli acquisti sia gli affitti e permette di osservare come cambiano le preferenze e la disponibilità degli immobili. Milano rappresenta uno dei casi in cui il livello dei prezzi porta a una forte vicinanza tra le due categorie abitative, mentre altre città registrano differenze più ampie. L’analisi fotografa così un mercato in cui il valore degli immobili resta il principale elemento che definisce il rapporto tra abitazioni nuove e già presenti sul mercato.

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