Umberto Tozzi chiude l’ultimo tour italiano a Padova: «Siamo alla fine, ma c’è il musical Gloria»

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sabato 21 marzo la Kioene Arena di Padova ha fatto da cornice all’ultimo atto italiano della carriera live di Umberto Tozzi, il quale ha scelto proprio la città natale della moglie, Monica Michielotto, per abbassare il sipario dopo oltre cinquant’anni di concerti. Una scelta, questa, che porta con sé un valore simbolico non indifferente: tra i fan accorsi per l’occasione, c’era chi intonava “Tu”, chi “Stella stai” e chi, inevitabilmente, la celeberrima “Ti amo”, brani che hanno scritto pagine decisive della storia della musica italiana. L’appuntamento, rientrante nel tour “L’ultima notte rosa The Final Show”, rappresenta il capitolo conclusivo di un lungo viaggio iniziato nel 2024 e che ha visto il cantautore torinese calcare i palchi più prestigiosi, dall’Arena di Verona a Piazza San Marco, prima di concedersi le ultime cinque tappe europee previste tra aprile e maggio in Svizzera, Austria, Belgio, Francia e Regno Unito.

Umberto Tozzi, dal canto suo, non ha mai cercato di nascondere la difficoltà emotiva di questo passaggio, pur mantenendo un atteggiamento pragmatico che lascia trasparire la sua natura torinese: «Me lo chiedete tutti, non so più come dirlo. È finita», ha dichiarato alla vigilia, concludendo con un netto «Dico basta serenamente». La consapevolezza del finale, ammette lui stesso, è un processo graduale: «Questo è un momento speciale perché siamo davvero alla fine e io comincio a prenderne coscienza, però mi diverto e cerco di non pensarci troppo». La pausa dal vivo, se così si può definire, è però mitigata da una scoperta inaspettata che lo tiene già impegnato dietro le quinte: il musical dedicato a “Gloria”, progetto che sembra aver riacceso l’entusiasmo creativo dell’artista in una fase della vita in cui pensava di rallentare.

Dal palco alla produzione: la sfida del musical “Gloria”

L’addio alle scene, infatti, non coincide con un ritiro definitivo dalle luci della ribalta, ma con una transizione verso un nuovo ruolo. Mentre il tour di addio toccava le sue ultime città italiane, Tozzi lavorava in parallelo alla realizzazione di “Gloria – Il Musical”, un progetto che porterà il suo repertorio nei teatri a partire dall’ottobre 2026, con una prima nazionale già fissata per il 23 ottobre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. L’artista, che firmerà la direzione musicale dello spettacolo, ha raccontato di essersi immerso in un’attività a lui fino a poco tempo fa sconosciuta: la selezione dei giovani interpreti. «Ho già ascoltato seicento ragazze per scegliere la mia Gloria», ha rivelato, descrivendo un processo di audizioni che si è protratto a lungo per trovare il volto giusto da associare a quel nome iconico.

La struttura dello spettacolo, ideato dal produttore Andrea Maia e diretto insieme a Toni Fornari, non sarà un semplice jukebox musicale, bensì una storia romantica cucita addosso ai brani, con un filo narrativo che unisce venti o ventuno canzoni scritte in momenti diversi della carriera dell’autore. Tra le tracce che troveranno nuova linfa in questa veste ci sono “Notte rosa” e “Il grido”, oltre naturalmente al brano che dà il Titolo all’opera, senza dimenticare “Ti amo” e “Mi manca”. Per Tozzi, vedere la propria musica diventare il collante di una narrazione teatrale rappresenta una sorta di rivincita o, meglio, di completamento: «Per un autore di canzoni avere un filo narrativo che unisce pezzi che hai scritto in luoghi e situazioni differenti è una grande soddisfazione. Significa dare una nuova vita al tuo lavoro».

Un carattere torinese tra ricordi e futuro

A legare ancor di più l’ultima data padovana alla dimensione privata del cantante c’è il rapporto con la città, che ospita le radici familiari della moglie. Tozzi, non nuovo a dimostrare un’attitudine schiva che lui stesso definisce poco incline all’auto-promozione, ha sottolineato come questo finale di carriera nella città veneta rappresenti una curiosità affettiva: «Ho apprezzato l’architettura e le specialità enogastronomiche locali e imparato persino il dialetto». Un tratto, questo, che rimanda alle sue origini torinesi – è nato il 4 marzo 1952 a Torino, in via Frejus, nel quartiere Borgo San Paolo – dove imparò a suonare la chitarra prima di conquistare il mondo con 80 milioni di dischi venduti.

E proprio a Torino, dove ha tenuto una delle ultime date italiane prima di Padova, Tozzi ha voluto ribadire la portata di questo passaggio generazionale, quasi a volersi togliere ogni possibilità di ripensamento. La tappa piemontese, così come quella patavina, ha rappresentato un ideale ritorno a casa prima del saluto definitivo ai palchi italiani. A breve, il calendario lo porterà in Europa per onorare gli impegni presi, ma la mente sembra già proiettata sulla nuova avventura teatrale. L’obiettivo dichiarato, per il musical, è ambizioso: partire dall’Italia con la speranza, forse il sogno, di poter varcare i confini fino ad approdare a Broadway, ripercorrendo idealmente il cammino che “Gloria” fece negli anni Ottanta con la versione di Laura Branigan, diventando un successo planetario.

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