Umberto Tozzi svela il volto di Gloria, Valeria Mancini protagonista del musical

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Da quasi cinquant’anni, quella voce ripeteva «Gloria, manchi tu nell’aria» senza che nessuno potesse davvero appuntare un volto a quel nome. Umberto Tozzi, che nel 1979 scrisse e incise quella che sarebbe diventata una hit planetaria (tanto da meritargli persino un Golden Globe), ha deciso di colmare quel vuoto in modo definitivo, consegnando le fattezze di una donna reale a un’immaginaria che per generazioni ha rappresentato un sogno di libertà e desiderio. La scelta, annunciata nel corso di una presentazione tenutasi a Roma nello storico Palazzo Piacentini, è caduta su Valeria Mancini, già nota al pubblico televisivo per la sua partecipazione ad “Amici 22”, che ora si troverà a incarnare quella figura eterea su un palcoscenico vero. Il cantante, che del musical firma anche la direzione musicale, ha voluto sottolineare con una certa enfasi come quella «Mancini sia la nostra Gloria, in ogni senso», chiudendo così un cerchio che per lui restava aperto da decenni.

Un musical che non si accontenta del cliché, con 21 brani a tessere la trama

Lo spettacolo, prodotto dalla Golden Star con la regia affidata ad Andrea Maia e Toni Fornari, debutterà il 23 ottobre 2026 al teatro degli Arcimboldi di Milano per poi spostarsi, il 16 dicembre, all’Auditorium Conciliazione di Roma e infine toccare diverse città italiane, compreso un passaggio a Torino con cinque date al teatro Alfieri. A differenza di molti musical costruiti attorno a un singolo successo, questo “Gloria il musical” ne contiene ben 21 dell’artista piemontese, diventando di fatto una sorta di antologia scenica dove le canzoni non fanno da semplice contorno ma scandiscono e impreziosiscono la storia della giovane protagonista. Tozzi, che di solito non si lascia andare a facili entusiasmi, ha confidato ai presenti di non aver mai pensato che potesse accadere qualcosa del genere, aggiungendo quasi tra sé e sé il desiderio che il progetto possa arrivare fino a Broadway.

Valeria Mancini, da “Amici” al ruolo che nessuna aveva mai avuto

L’attrice e cantante classe 1997 (se la memoria non inganna), cresciuta artisticamente nel talent di Maria De Filippi, si trova ora a gestire un’eredità inaspettata: quella di un’assenza resa celebre. Perché Gloria, nella canzone, non era mai stata descritta fisicamente; restava una figura immaginaria, un’idea più che una persona, e proprio questa duttilità le aveva permesso di sopravvivere al tempo senza logorarsi. Tozzi, presentandola, ha ribadito che non c’è stata lunga esitazione nella scelta, tanto la Mancini appariva adatta a sostenere il peso di quel nome. Durante l’evento romano, tenutosi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (circostanza che ha aggiunto un alone istituzionale alla conferenza), sono stati svelati ufficialmente sia il progetto artistico sia il volto della nuova Gloria, mettendo fine a ogni possibile speculazione sui tratti di quella ragazza che nella canzone originale sogna di cantare.

Un’operazione culturale oltre che commerciale, con Tozzi già proiettato avanti

Il cantante, che evidentemente non considera questo musical un punto d’arrivo ma piuttosto una tappa, ha lasciato intendere di volersi dedicare in futuro alla colonna sonora di un film, senza però aggiungere dettagli sui possibili progetti né sui tempi. Ciò che conta, per ora, è la messa in scena di un’opera che cerca di rendere tridimensionale un archetipo: trasformare la «Gloria» che «manchi nell’aria» in un, una voce, una presenza fisica sul palco. La regia di Maia e Fornari dovrà risolvere il problema narrativo di dare una storia a un personaggio nato come pura sensazione, mentre Tozzi supervisiona la parte musicale con la consapevolezza che quei 21 brani, già noti al pubblico, dovranno sorreggere un racconto inedito. Resta da vedere se il pubblico accoglierà l’operazione come un’estensione naturale della canzone o come una sua sostituzione, ma il rischio, in questi casi, è sempre calcolato. Per ora, Gloria ha smesso di essere un fantasma lirico: ha un nome d’arte e una carriera alle spalle, e si chiama Valeria Mancini.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.