Regeni, oggi la sentenza. La legale: “Questa è una vittoria ma non ci accontentiamo”

Regeni, oggi la sentenza. La legale: “Questa è una vittoria ma non ci accontentiamo”
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte d'Assise di Roma si è riunita questa mattina in camera di consiglio per emettere la sentenza di primo grado sul sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni. Il verdetto è atteso per le 18.

I giudici devono decidere sulle richieste della Procura di Roma, formulate lo scorso 23 giugno dal procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, che ha chiesto la condanna all'ergastolo per Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, ritenuto l'autore materiale dell'omicidio, e 17 anni e mezzo di reclusione per gli altri tre imputati, tutti appartenenti ai servizi di sicurezza egiziani.

La battaglia processuale

Prima di entrare in aula a piazzale Clodio, l'avvocata Alessandra Ballerini, legale di parte civile dei genitori di Regeni, ha riassunto il significato di questa giornata: «Siamo qui oggi nonostante questo faticosissimo percorso ad ostacoli, in salita. Grazie a tutti, alla scorta mediatica e al popolo giallo. In pochi avrebbero scommesso che saremmo ad un processo e poi ad una sentenza. Questa è già una vittoria ma non ci accontentiamo».

La legale ha poi aggiunto che «tutto quello che il regime egiziano poteva mettere in campo per impedire questo processo lo ha fatto, però questa famiglia è resistente. I Regeni lo hanno fatto per noi e se oggi i nostri diritti valgono un po' di più è merito loro».

Le accuse e la ricostruzione

Secondo l'accusa, il ricercatore friulano, che si trovava in Egitto per uno studio sulla situazione dei sindacati, fu fermato al Cairo il 25 gennaio 2016 e rinchiuso negli uffici della National Security Agency, i servizi di sicurezza interna, dove sarebbe stato scambiato per una spia straniera. Il corpo fu ritrovato il 3 febbraio successivo lungo l'autostrada che collega il Cairo ad Alessandria, con segni evidenti di torture.

I consulenti tecnici hanno documentato venti fratture, cinque ai denti e quindici alle strutture ossee, un quadro che secondo la Procura dimostra la sistematicità delle sevizie.

La presenza di Elly Schlein

All'udienza si è presentata anche la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che ha voluto manifestare la propria vicinanza alla famiglia. «Ci tenevo a essere qui», ha dichiarato abbracciando l'avvocata Ballerini e i genitori del ricercatore. La presenza della leader del Pd si inserisce in un percorso di mobilitazione che ha accompagnato l'intero procedimento, segnato da numerosi ostacoli processuali e dalla mancata collaborazione delle autorità egiziane.

Come ricordato dalla stessa Ballerini, la famiglia Regeni «ha lottato a mani nude contro il regime».

Le richieste risarcitorie

Nel processo si è costituita parte civile anche la Presidenza del Consiglio dei ministri, che tramite l'Avvocatura dello Stato ha chiesto un risarcimento di due milioni di euro per i quattro imputati. I difensori degli agenti egiziani hanno sostenuto nel corso del dibattimento che il sequestro fu opera di gruppi terroristici intenzionati a ostacolare la politica energetica dell'Italia, escludendo qualsiasi responsabilità degli apparati di sicurezza del Cairo.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.