Modi vince le elezioni ma non raggiunge l'obiettivo
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Redazione Esteri
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L'India ha voltato pagina, o quasi. Dopo lo shock elettorale, ci sono stati tentativi di attribuire il risultato al caldo intenso, all'indecisione dei giovani e forse anche a una partecipazione femminile record, ma disinformata. Probabilmente ci saranno iniziative per mitigare l'impatto con misure di emergenza a carico dei bilanci pubblici e forse qualche diversivo per rilanciare l'orgoglio nazionale.
Il risultato delle elezioni
Narendra Modi, primo ministro indiano, ha vinto le elezioni per la terza volta consecutiva, ma non ha raggiunto l'obiettivo di conquistare 400 dei 543 seggi alla Camera. Il suo partito, il Bharatiya Janata Party (BJP), si è fermato a 228 e raggiunge quota 293 solo insieme agli alleati della National Democratic Alliance. Da un lato, ha conquistato il diritto di formare il governo, ma per la prima volta dovrà farlo in coalizione.
Il ritorno dei leader politici regionali
Se fino a martedì gli occhi e le telecamere di tutta l'India erano sparpagliate letteralmente in tutto il subcontinente per registrare le reazioni di queste elezioni da record, da ieri i giochi sono tornati nella capitale, New Delhi. Decine di voli da tutto il Paese hanno portato nella capitale altrettanti leader politici regionali, rappresentanti di partiti che per dieci anni hanno contato poco nelle alchimie del parlamento federale, schiacciati dalla maggioranza assoluta con cui il BJP di Narendra Modi dal 2014 ha dettato i tempi, i modi e la direzione del Paese più popoloso del mondo.




