Sorpresa elettorale in India: il partito di Modi non ottiene la maggioranza
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Redazione Esteri
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Le recenti elezioni in India hanno riservato una sorpresa. Nonostante le previsioni attribuissero la maggioranza assoluta al Bharatiya Janata Party (BJP), il partito del primo ministro Narendra Modi, i risultati hanno raccontato una storia diversa.
Il contesto elettorale
Le elezioni indiane si sono svolte lungo sette settimane, dal 19 aprile al 1° giugno. Durante questo periodo, le previsioni del mondo intero attribuivano la maggioranza assoluta al BJP. C'era anche la questione se il partito, dopo due elezioni vittoriose, avrebbe potuto raggiungere l'ampia maggioranza necessaria per modificare la costituzione.
Il potere di Modi
Per dieci anni, il primo ministro indiano Narendra Modi è stato l'uomo solo al comando. Il potere che ha esercitato sul suo partito, sul Parlamento, sull'esecutivo e su una serie di istituzioni è stato assoluto. Tuttavia, con la sua terza giuramentazione, Modi è consapevole del fatto che l'India è entrata in una nuova stagione: quella della coalition politics.
I risultati elettorali
Secondo i sondaggi della vigilia, Narendra Modi avrebbe dovuto conquistare una larga maggioranza parlamentare, garantendo così continuità al suo vasto piano di investimenti infrastrutturali e manifatturieri che ha fatto crescere il Pil dell’India, solo nell’ultimo anno, a un tasso del +8,5%. Tuttavia, i risultati hanno raccontato qualcos’altro. Il BJP, il partito nazionalista del premier, non ha ottenuto la maggioranza assoluta nella camera bassa di Nuova Delhi. Questo risultato ha sorpreso molti e ha aperto una nuova fase nella politica indiana.




