Bimbo di 18 mesi muore a Catanzaro, il batterio killer del nido di Tropea sotto inchiesta
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Redazione Interno
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Un bambino di un anno e mezzo, Alessio Pio, è morto all'ospedale di Catanzaro dopo aver manifestato disturbi gastrointestinali che avevano reso necessario il ricovero e il successivo trasferimento dalla struttura di Vibo Valentia; altri quattro bambini che frequentavano il suo stesso asilo nido a Tropea, la Family Baby School, sono stati ricoverati con sintomi simili, sebbene tre di loro siano già stati dimessi e uno sia ancora in osservazione ma in via di miglioramento.
La Procura di Vibo Valentia, coordinata dal pm Roberta Lomurno, ha aperto un'inchiesta a seguito della denuncia presentata dai genitori del piccolo, disponendo il sequestro immediato della cartella clinica e della salma in attesa dell'autopsia, che sarà effettuata nelle prossime ore per far luce sulle cause della morte e sulle eventuali responsabilità penali.
L'indagine epidemiologica e la sorveglianza sui bambini
Le indagini si concentrano sull'ipotesi di una contaminazione da Clostridium difficile, un batterio che la dirigente della struttura, Serena Miceli, ha dichiarato essere "entrato dall'esterno", forse contratto da un bambino durante una precedente visita in ospedale e poi diffuso all'interno della scuola attraverso i fasciatoi utilizzati per il cambio dei pannolini.
L'Asp di Vibo Valentia ha acquisito l'elenco dei 38 bambini che nell'ultimo mese hanno frequentato l'asilo e li ha posti sotto sorveglianza sanitaria, contattando tutte le famiglie per verificare l'eventuale comparsa di sintomi riconducibili all'infezione; al momento, tutti i bambini monitorati risultano in buone condizioni di salute.
Le caratteristiche del batterio e le sfide della sanificazione
Il Clostridium difficile è un bacillo Gram-positivo, anaerobico e sporigeno, che può causare quadri clinici che vanno dalla diarrea lieve a forme gravi come la colite pseudomembranosa; è un batterio temuto in ambito ospedaliero, dove si trasmette per via oro-fecale attraverso le spore, che sono resistenti al calore, alla maggior parte dei disinfettanti e possono persistere a lungo sulle superfici.
Proprio questa caratteristica ha spinto la direzione dell'asilo a disporre la chiusura precauzionale e a richiedere una sanificazione straordinaria con prodotti a base di acqua ossigenata, solitamente impiegati negli ospedali, poiché i normali detergenti a base di cloro non sono efficaci contro questo patogeno.
I riscontri tecnici e il prosieguo delle indagini
I tecnici del Dipartimento di Prevenzione dell'Asp hanno eseguito nuovi campionamenti all'interno dell'asilo per verificare la presenza di eventuali residui batterici, e i risultati saranno trasmessi all'Istituto Zooprofilattico per un'analisi approfondita che possa chiarire l'origine e la dinamica del contagio.
Nel frattempo, la Squadra Mobile di Vibo Valentia sta acquisendo tutta la documentazione medica utile alle indagini, mentre gli inquirenti attendono l'esito dell'autopsia sul corpo del piccolo Alessio Pio, che sarà determinante per accertare se la morte sia stata effettivamente causata dal batterio e per individuare eventuali nessi causali con le condizioni igienico-sanitarie della struttura frequentata dalla vittima e dagli altri bambini colpiti dai disturbi gastrointestinali.
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