Schettino, semilibertà slitta all'8 aprile: ipotesi lavoro per il Vaticano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L’udienza per la richiesta di semilibertà di Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, condannato a 16 anni di reclusione per il naufragio del 2012 al largo del Giglio, è stata rinviata all’8 aprile. Il rinvio, deciso dal tribunale di Sorveglianza di Roma, è dovuto al cambio del giudice relatore, una circostanza che ha reso necessario aggiornare la data originariamente fissata per il 4 marzo.
Schettino, attualmente detenuto nel carcere di Rebibbia, ha presentato la richiesta di accesso al regime di semilibertà attraverso il suo legale, Paola Astarita, che ha sottolineato come il suo assistito sia «addolorato» per il peso della tragedia che ha causato 32 vittime. La semilibertà, se concessa, gli permetterebbe di trascorrere parte della giornata fuori dal carcere, dedicandosi a un’attività lavorativa.
Proprio sul fronte lavorativo, emerge un dettaglio significativo: l’ex comandante potrebbe essere impiegato nella digitalizzazione di testi sacri per il Vaticano. La proposta è stata avanzata dall’associazione ‘Seconda Chance’, che si occupa del reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro e che ha un protocollo di collaborazione con la Santa Sede. L’associazione ha già ricevuto disponibilità per far lavorare Schettino alla digitalizzazione di documenti legati alla Fabbrica di San Pietro, un’opportunità che, se approvata, rappresenterebbe un passo concreto verso il suo reinserimento sociale.
La vicenda giudiziaria di Schettino, che ha segnato profondamente l’opinione pubblica italiana e internazionale, continua a suscitare reazioni contrastanti. Mentre alcuni sopravvissuti e familiari delle vittime hanno espresso dolore e perplessità di fronte alla possibilità di una semilibertà, altri osservano come il percorso di reinserimento sia un elemento fondamentale del sistema penitenziario.




