Schettino, slitta la semilibertà. Per lui pronto un lavoro in Vaticano
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Redazione Interno
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Francesco Schettino, l’ex comandante della Costa Concordia, la nave da crociera naufragata il 12 gennaio 2013 al largo dell’Isola del Giglio, continua a far parlare di sé. La sua vita, segnata da una delle più gravi tragedie marittime italiane, sembra non conoscere mai una pausa. Dopo anni di processi, condanne e polemiche, Schettino si trova oggi a un nuovo bivio: la richiesta di semilibertà, che gli permetterebbe di scontare parte della pena fuori dal carcere, è stata rinviata all’8 aprile dal Tribunale di Sorveglianza di Roma. Il motivo? Il cambio del giudice relatore, che necessita di tempo per esaminare gli atti del caso.
La vicenda della Costa Concordia, con il suo carico di errori umani e tragiche conseguenze, è ormai entrata nella memoria collettiva. Quella sera, Schettino decise di avvicinarsi troppo alla costa per un cosiddetto “inchino”, una manovra non autorizzata che si trasformò in un disastro. Mentre la nave si inclinava pericolosamente, l’ex comandante abbandonò la plancia, lasciando indietro passeggeri e membri dell’equipaggio. Le sue scelte, immortalate anche dalle parole dure del capitano della Capitaneria di Porto di Livorno, Gregorio De Falco, che gli intimò di «risalire a bordo, cazzo», sono diventate simbolo di una gestione fallimentare.
Oggi, però, Schettino potrebbe trovarsi di fronte a una svolta inaspettata. Secondo quanto riportato, l’ex comandante avrebbe già un’offerta di lavoro in Vaticano, pronta per essere accettata qualora gli venisse concessa la semilibertà. Un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di complessità a una storia già intricata. Il Vaticano, noto per custodire segreti e tesori, sembra aprirsi a un personaggio che, nonostante tutto, continua a suscitare interesse e dibattito.
La decisione del Tribunale di Sorveglianza, tuttavia, non arriverà prima dell’8 aprile. L’avvocato di Schettino, Paola Astarita, ha spiegato che il rinvio è stato concordato per permettere al nuovo giudice di prendere visione degli atti. Un’attesa che, per l’ex comandante, significa ancora un mese di incertezza.
Intanto, il caso della Costa Concordia rimane una ferita aperta. Il naufragio, che costò la vita a 32 persone, ha lasciato un segno profondo non solo nelle famiglie delle vittime, ma anche nell’opinione pubblica. Schettino, condannato a 16 anni di reclusione per naufragio colposo e abbandono di nave, ha sempre sostenuto di non essere l’unico responsabile, indicando errori tecnici e organizzativi della compagnia Costa Crociere




