La Libia arresta il generale Almasri, mentre l'Aia prepara la richiesta di estradizione

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte penale internazionale, come hanno spiegato fonti qualificate dall'Aia, sta seguendo con la massima attenzione gli sviluppi legati alla cattura di Osama Njeem Almasri, il generale della milizia Rada la cui vicenda tiene da settimane con il fiato sospeso non solo la politica italiana. Appena ricevuta la comunicazione ufficiale dell'arresto, che segue di mesi il suo controverso rimpatrio dall'Italia, l'organo giudiziario presenterà senza indugio alla Libia la formale richiesta di estradizione. Uno status, quello del comandante, che per la giustizia internazionale rimane sospeso in un limbo di ambiguità, dove le verità ufficiali faticano a coincidere con la complessa realtà dei fatti.

Le reazioni politiche e le ombre sul governo

Proprio su queste discrepanze si è scatenata la reazione di Matteo Renzi, il quale ha accusato l'esecutivo di utilizzare il diritto come se fosse un social network, ovvero con una logica fatta di apparenze e non di sostanza. «Tutto quello che hanno raccontato in Parlamento era falso?», si è chiesto l'ex presidente del Consiglio, evidenziando la contraddizione tra le prime versioni governative e quella successiva, secondo cui il rimpatrio sarebbe avvenuto in ottemperanza a una richiesta libica. Una concezione della politica, ha aggiunto, che produce principalmente bugie e un assordante silenzio sulle questioni di fondo.

Il Copasir decide di riaprire il dossier

La nuova, imprevista piega degli eventi, con l'uomo finito in carcere a Tripoli, ha spinto il Copasir a programmare una nuova riunione per riesaminare l'intera faccenda. Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica intende infatti chiedere al governo di fornire chiarimenti urgenti e circostanziati, considerando l'arresto un fatto nuovo e decisivo che riapre un caso che molti, forse troppo frettolosamente, consideravano archiviato. La situazione, del resto, evolve rapidamente e richiede un costante scrutinio.

La lettura di Tripoli e le tensioni interne

Dalla Libia, intanto, arriva una lettura interna dell'accaduto che mira a presentare l'arresto come un segnale di forza. Il ministro della Giustizia Halima Abdel Rahman ha dichiarato che la detenzione del generale dimostra in maniera inequivocabile che il tempo dei gruppi armati che agiscono al di fuori di ogni controllo statuale è giunto al termine, e che persino una milizia potente come la Rada deve ora rispondere alle autorità di governo. Una mossa, questa, che non placa le polemiche in Italia, dove i partiti di opposizione continuano a parlare di un'umiliazione nazionale.

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