Sanremo, Conti e la retromarcia di Pucci: “Non pensavo di scatenare un affare di stato, mi dispiace per lui”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Quella che doveva essere una scelta di cast, per Carlo Conti, si è trasformata in un caso nazionale. Ospite nel pomeriggio di domenica 15 febbraio a Domenica In, dove Mara Venier lo ha accolto in collegamento dagli studi di Sanremo, il direttore artistico del Festival ha voluto fare chiarezza – o almeno ci ha provato – sulle polemiche che hanno accompagnato la rinuncia del comico Andrea Pucci. Una vicenda, quella del passo indietro dell’artista milanese, che aveva sollevato un polverone mediatico e politico, arrivando persino a ipotizzare pressioni esterne sulle scelte del conduttore. “Non pensavo di scatenare un affare di stato”, ha esordito Conti, con un tono che mischiava lo stupore a un certo rammarico, quasi a voler ridimensionare la portata di una bufera che, a suo dire, non aveva previsto e della quale, adesso, si trova a dover rispondere.

Il cuore della replica di Conti, come ha ribadito più volte nel corso dell’intervista, risiede nella totale autonomia della sua decisione. Il diretto interessato ha tenuto a sottolineare come la scelta di affidare a Pucci un ruolo sul palco dell’Ariston fosse frutto esclusivamente di valutazioni professionali, basate sui suoi meriti artistici e sulla sua capacità di riempire i teatri, citando il premio ricevuto all’Arena di Verona per gli incassi. “Ribadisco la mia scelta del tutto autonoma”, ha scandito Conti, “preferisco che si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che qualcuno mi obblighi a fare qualcosa nel mondo dello spettacolo”. Una precisazione, la sua, che arriva dopo giorni di voci e illazioni che lo volevano condizionato da ingerenze politiche, una smentita secca e senza appello arrivata anche nei giorni scorsi ai microfoni di Rtl 102.5, dove aveva già parlato di “assoluta carta bianca” e dell’assenza di qualsiasi interferenza da parte del governo o di altri soggetti -1 -4.

Il fantasma della censura e il peso di un palco che incute timore

Ma al di là delle rivendicazioni di autonomia, Conti ha voluto offrire una lettura più profonda delle ragioni che hanno portato Pucci a fare marcia indietro. Non si è trattato, secondo il direttore artistico, di una resa di fronte alle polemiche, bensì di una scelta dettata dalla prudenza e dalla memoria di quanto accaduto in passato ad altri colleghi. “Mi dispiace soprattutto per lui, umanamente e professionalmente”, ha aggiunto, dimostrando una vicinanza umana all’artista che va oltre la semplice questione lavorativa. Il riferimento, neanche troppo velato, è a quanto subito da Maurizio Crozza, altro comico di razza che in passato, salendo sul palco dell’Ariston, si ritrovò bersaglio di fischi e di un’accoglienza tanto fredda quanto inaspettata, restandone visibilmente spiazzato. “Ogni comico si ricorda benissimo cosa successe a Crozza”, ha ricordato Conti, lasciando intendere che quella memoria storica pesa come un macigno sulle valutazioni di chi, come Pucci, si appresta a calcare quel palcoscenico -5 -6. La paura, per un comico, ha spiegato il conduttore, è di non riuscire a portare quella leggerezza necessaria, e senza quella serenità diventa preferibile, specie a una certa età e con una carriera consolidata alle spalle, evitare un rischio ritenuto sostanzialmente inutile.

Una goliardata e il ritorno alla musica

Non è mancato, nel lungo collegamento con la Venier, un accenno alla celebre fotografia pubblicata da Pucci sui social per annunciare la sua partecipazione: uno scatto che lo ritraeva di spalle e completamente nudo, un’immagine che aveva fatto discutere e che era stata letta da alcuni come una provocazione. Per Conti, invece, si è trattato di ben altro: “È stata una goliardata”, ha liquidato la questione, gettando acqua sul fuoco e cercando di riportare il discorso su binari più lineari e meno controversi -1 -7. Il vero obiettivo, adesso, è un altro. Archiviato il caso Pucci, con la speranza che le polemiche lascino spazio alla sostanza, Conti ha approfittato della ribalta di Domenica In per svelare un altro importante tassello del cast: Andrea Bocelli sarà il super ospite della serata finale, andando a comporre un trittico d’eccezione insieme a Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, tutti e tre lanciati da Pippo Baudo, a cui questa edizione è doverosamente dedicata -2 -9. Un annuncio che suona come un richiamo alla normalità, nella speranza che, una volta alzato il sipario, si torni a parlare solo di musica e di canzoni.

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