Furti e spaccate a Treviso: prefetto e Comune attivano il tavolo sicurezza con i commercianti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non c’è ormai notte, nel centro storico come nei quartieri periferici, in cui il silenzio non venga lacerato dal fragore di una vetrina che si sfascia. Un’ondata di furti e spaccate, particolarmente violenta e sistematica, sta tenendo sotto assedio le attività commerciali di Treviso, spingendo le istituzioni a una risposta d’urgenza che è stata definita nel corso di un incontro in Prefettura. Il sindaco Mario Conte e il presidente di Confcommercio Imprese Treviso Federico Capraro hanno fatto pressing sul prefetto Angelo Sidoti, chiedendo a gran voce un potenziamento immediato dei controlli, dopo una sequenza ininterrotta di episodi che hanno lasciato dietro di sé solo danni, paura e un senso d’impotenza.

Le risposte immediate: telecamere e forze dell’ordine

Da quell’incontro, tenutosi lunedì pomeriggio, sono emerse alcune linee d’azione concrete e a breve termine, pensate per offrire un primo argine a quella che viene percepita come un’emergenza ormai cronica. Si è deciso, innanzitutto, di convocare in tempi brevissimi un tavolo permanente sulla sicurezza che includa, oltre agli enti preposti, le stesse categorie economiche colpite, in modo da allineare le strategie preventive. Parallelamente, verranno intensificati i pattugliamenti, con una particolare attenzione alle zone periferiche e ai quartieri che si sono rivelati più vulnerabili. Un altro strumento pronto all’uso riguarda i contributi straordinari già messi a disposizione dalla Camera di Commercio, fondi che i negozianti potranno utilizzare per dotarsi di dispositivi di sicurezza più efficaci, come telecamere e saracinesche rinforzate, nel tentativo di dissuadere nuovi assalti.

La cronaca nera: martellate, spray e dettagli che inchiodano

La fredda enumerazione degli episodi, del resto, dipinge un quadro di methodica aggressività. Nella notte tra domenica e lunedì, a subire l’assalto è stato il Biblio, un book café di via Diaz che, ironia della sorte, era già stato violato in passato. Qualche ora prima, la stessa sorte era toccata al market della famiglia Guo, in via Ghirada, dove un ladro solitario ha sfondato la porta d’ingresso. La notte precedente, era stato il turno della pizzeria Tonino Pizza, nel viale dei Cacciatori. Modalità quasi sempre identiche, che parlano di martelli o mazze branditi con forza contro le vetrate, in azioni fulminee che sembrano studiate per minimizzare i rischi. In alcuni casi, come in un bar del centro, i malviventi hanno prima oscurato le telecamere con dello spray, dimostrando una preoccupante cognizione delle contromisure. In altri, come nel caso del furto in Ghirada, sono state proprio alcune tracce lasciate sulla scena del crimine, in quel caso delle particolari calzature, a fornire agli investigatori un indizio potenzialmente cruciale per risalire agli autori.

Un fenomeno che mette a dura prova la tenuta sociale

Al di là dei danni materiali, che pure gravano su esercizi spesso di piccole dimensioni, è l’intero tessuto sociale ed economico a risentirne, minato nella sua quotidianità e nella fondamentale fiducia nella legalità. L’auspicio, ora, è che il tavolo appena istituito non si limiti a un confronto formale ma produca un piano coordinato e di lungo periodo, in cui l’aumento della presenza delle forze dell’ordine si sposi con un’adeguata prevenzione situazionale, sostenuta anche da risorse economiche. La vicenda, per la sua reiterazione, assume i contorni di una vera e propria sfida all’ordine pubblico, che le autorità locali sono chiamate a raccogliere senza esitazione, consapevoli che ogni nuovo episodio erode un po’ di più la sicurezza percepita da chi in quella città vive e lavora.

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