Morto in garage a Treviso, centro sociale Django contro il Comune
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Redazione Interno
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A Treviso, città capoluogo di provincia, si è consumata una tragedia che ha scosso profondamente la comunità locale. Marco Magrin, un attivista per il diritto alla casa, è stato trovato senza vita in un garage, dove aveva iniziato a vivere dopo che gli era stata cambiata la serratura dell’appartamento in cui risiedeva. La vicenda ha suscitato un acceso dibattito politico e sociale, con il centro sociale Django e l’associazione Caminantes che hanno risposto con fermezza alle accuse mosse dal Comune di Treviso.
Gaia Righetto, portavoce di Django e Caminantes, ha dichiarato che la morte di Magrin è un dramma che l’amministrazione comunale sta strumentalizzando per fini politici, accusando il Comune di non aver fatto nulla per affrontare l’emergenza abitativa. Secondo Righetto, l’amministrazione sta cercando di coprire le proprie mancanze attaccando ingiustamente il centro sociale e il proprietario dell’appartamento, Andrea Berta, che si trova ora al centro delle polemiche.
Berta, che si è sempre battuto per il diritto alla casa, è stato accusato di aver sfrattato Magrin nonostante fosse a conoscenza delle sue difficili condizioni economiche. Tuttavia, Berta ha respinto le accuse, affermando che Magrin aveva lasciato volontariamente l’appartamento dopo aver trovato una soluzione abitativa alternativa. La situazione è ulteriormente complicata dalle dichiarazioni del sindaco di Treviso, che ha chiesto un’indagine approfondita sulla vicenda, alimentando ulteriormente le tensioni.
Il centro sociale Django ha annunciato azioni legali contro l’amministrazione comunale e chiunque abbia diffuso informazioni false sulla morte di Magrin, sostenendo che si tratta di una campagna di diffamazione volta a colpire la loro azione solidale.




