Marco Magrin trovato morto in garage, querela contro il Comune

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Marco Magrin, 53 anni, è stato trovato morto in un garage a Treviso, dove si era rifugiato dopo essere stato sfrattato dall'appartamento di Andrea Berta, attivista del centro sociale Django. La vicenda ha suscitato polemiche e accuse reciproche tra i vari attori coinvolti. Gli attivisti di Django e Caminantes, infatti, hanno annunciato l'intenzione di querelare chiunque abbia diffuso falsità sulla morte di Magrin, utilizzata, a loro dire, per attaccare Berta e il collettivo.

Magrin, che indossava ancora il giubbotto e il berretto di lana al momento del ritrovamento, è deceduto a causa di un arresto cardiaco dovuto al freddo e alle precarie condizioni in cui si trovava. Gli attivisti, riunitisi sotto il municipio di Treviso, hanno difeso Berta, sostenendo che la casa lasciata da Magrin sarà messa a disposizione dei più deboli. Giaia Righetto e Ruggero Sorci, portavoce del gruppo, hanno ribadito che le accuse mosse contro Berta sono strumentali e infondate.

La morte di Magrin ha sollevato un acceso dibattito sulla gestione degli sfratti e sull'ipocrisia di chi, pur dichiarandosi paladino dei diritti dei senzatetto, non esita a sfrattare chi occupa le proprie proprietà. La vicenda ha messo in luce le contraddizioni e le tensioni all'interno del movimento no-global, che si trova ora a dover affrontare le critiche e le accuse di chi lo accusa di falso buonismo.

In questo contesto, gli attivisti di Django e Caminantes hanno deciso di rispondere alle polemiche con azioni legali, promettendo di utilizzare i risarcimenti per aiutare chi è senza casa.

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