Scintille in Calabria sul reddito di dignità, è scontro tra Occhiuto e Tridico
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Redazione Interno
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Il dibattito politico calabrese, che si appresta alla sfida elettorale, si è infiammato attorno a una proposta economica di ampio respiro. L’idea, lanciata da Pasquale Tridico, economista e candidato per il centrosinistra, punta a istituire un «reddito di dignità» regionale, riaccendendo così i riflettori su un tema che ha diviso il Paese. Una misura che rievoca, seppur con nomenclature diverse, il precedente reddito di cittadinanza, la cui abolizione fu uno dei cavalli di battaglia dell’esecutivo nazionale guidato dal centrodestra.
A opporsi con veemenza all’iniziativa è Roberto Occhiuto, presidente uscente e esponente di Forza Italia, il quale ha confutato la fattibilità del piano attraverso un dettagliato video diffuso sui social network. Sebbene i toni utilizzati siano stati spesso improntati all’ironia, lo scontro tocca il cuore di due visioni socioeconomiche antitetiche: da un lato la protezione universalistica del reddito, dall’altro gli incentivi alle imprese considerati come unico volano per una crescita reale.
La replica di Tridico non si è fatta attendere, accusando Occhiuto e i suoi collaboratori di «confusione» metodologica, sostenendo che essi non conoscerebbero la differenza sostanziale tra un sussidio diretto ai cittadini e i contributi finalizzati alle assunzioni. L’ex presidente dell’INPS ha poi specificato che molti dei fondi per le imprese citati dal governatore, quantificati in appena 15 milioni annui, non sarebbero neppure stati effettivamente erogati.




