Cristina Plevani stronca il Gf Vip: ascolti in caduta libera e un giudizio senza appello su Ilary Blasi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non ci sono mezze misure, nel verdetto che Cristina Plevani, la vincitrice della prima edizione storica del Grande Fratello, ha affidato ai social. Il tempo, si sa, scorre inesorabile e con esso cambiano i format, i volti, persino le regole del gioco televisivo, ma il carattere della Plevani – a giudicare dalle sue ultime dichiarazioni – appare rimasto intatto, saldamente ancorato a quella schiettezza che ne fece un personaggio amato e discusso. La sua ultima uscita, infatti, non è certo una delle tante analisi rituali che si sprecano nei talk show: è un’opinione netta, che prende di mira tanto la macchina del programma quanto la sua attuale conduttrice, Ilary Blasi, tornata al timone dopo l’addio di Alfonso Signorini e la complessa riorganizzazione che ne è seguita.
La Plevani non usa giri di parole nel definire il clima che circonda l’ottava edizione del reality. «Forse la questione è solo una: il Grande Fratello ha stancato», ha scritto, liquidando con una certa ironia – quella che la contraddistingue – le tante teorie che tentano di spiegare il tracollo di ascolti. Perché il punto, nel suo ragionamento, non è tanto la concorrenza spietata, gli orari improponibili o le facce sempre uguali che sfilano nella casa più spiata d’Italia. È piuttosto una stanchezza di fondo, una saturazione che riguarda l’intero genere dei reality, ormai incapaci – a suo avviso – di restituire quella freschezza pionieristica che aveva caratterizzato la sua edizione.
La crisi nera degli ascolti e il destino del programma
A dare sostanza a queste parole, peraltro, ci sono numeri impietosi che iniziano a preoccupare non poco i vertici di Mediaset. Il debutto di questa nuova stagione, lanciata con l’obiettivo di risollevare le sorti di un prodotto collocato in una fascia oraria complessa e concepito con una formula che fatica a trovare un equilibrio, ha fatto registrare dati tra i più bassi nella storia del programma. Una partenza già in salita, alla quale si è aggiunto un ulteriore elemento di criticità: il raddoppio delle puntate settimanali, invece di fungere da traino, sembra aver aggravato una situazione già di per sé delicata, disperdendo ulteriormente l’attenzione del pubblico.
In televisione, si sa, e soprattutto in una tv commerciale che vive di pubblicità e sponsorizzazioni, lo share non è un semplice parametro estetico, ma il termometro che determina la sopravvivenza stessa di un prodotto. E se i numeri continuano a scivolare verso il basso, il clima intorno al Grande Fratello Vip si fa inevitabilmente più teso. Non si parla, al momento, di provvedimenti immediati come uno sfratto esecutivo dalla casa di Cinecittà – l’affitto e le bollette risultano regolarmente pagate, tanto per restare in metafora – ma la sensazione che aleggia negli ambienti televisivi è quella di un’attesa carica di nervosismo, con le prossime settimane che si annunciano decisive per il futuro del reality.
“Caciarona che fa ridere”: il giudizio senza filtri su Ilary Blasi
E in questo clima di incertezza, la voce di Cristina Plevani arriva come una doccia gelata, soprattutto per chi siede sul palco. Perché la vincitrice della prima edizione non si limita a commentare i dati di ascolto, ma allarga il tiro fino a investire direttamente la figura della conduttrice. Il giudizio su Ilary Blasi, che dopo l’addio di Signorini sta cercando di imprimere una svolta al programma, è di una durezza rara: «Una caciarona che fa ridere», l’ha definita la Plevani, usando un termine che nel lessico popolare indica una certa propensione al chiasso e a una conduzione superficiale, lontana anni luce dallo stile che aveva contraddistinto le edizioni d’oro del reality.
Un’affermazione, questa, che rischia di pesare più di un dato di ascolto, perché arriva da una figura che del Grande Fratello rappresenta un simbolo, una memoria storica che il pubblico non ha dimenticato. La Plevani, nel suo sfogo, non ha risparmiato nemmeno una punta di compiacimento per le difficoltà attuali: «gongolo per gli ascolti bassi», ha confessato, un’ammissione che mette in luce un certo disappunto verso l’evoluzione di un format che lei stessa ha contribuito a rendere leggendario.
Un reality alla prova dei conti e della concorrenza spietata
A rendere tutto più complesso, del resto, è il quadro televisivo attuale, che la Plevani stessa ha sintetizzato con una certa efficacia nella sua analisi. I canali a disposizione del pubblico sono ormai innumerevoli, la frammentazione dell’audience è un dato strutturale, e la concorrenza – che arriva non solo dalle altre reti generaliste ma anche dalle piattaforme streaming – non concede tregua. A ciò si aggiunge un elemento di contesto non secondario: la persistente attenzione mediatica per altre vicende, come quelle legate a Fabrizio Corona, che dirottano costantemente l’interesse del pubblico verso altri lidi.
La situazione, insomma, è quella di un programma che arranca, schiacciato tra un’eredità troppo pesante e una modernità che non riesce a interpretare. La scelta di puntare su Ilary Blasi, un volto noto e amato dal grande pubblico, sembrava dover rappresentare una svolta capace di ricucire lo strappo con gli affezionati, ma i numeri raccontano una realtà diversa. Le analisi si susseguono, le ipotesi si accavallano, ma il dato di fondo – come sottolinea la Plevani con il suo abituale sarcasmo – rimane ostinatamente impietoso: la formula non decolla, e il tempo per invertire la rotta si fa sempre più tirato.




