Sabotaggi alla rete ferroviaria: dopo gli incendi di sabato, nuovi cavi tranciati a Bologna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La circolazione ferroviaria, già provata dai gravi disagi di sabato mattina, ha registrato un nuovo colpo nella notte tra domenica e lunedì, segnando un preoccupante escalation di atti dolosi. Gli episodi iniziali, perfettamente sincronizzati, avevano preso di mira due punti distanti della penisola: uno nella zona di Pesaro e l'altro, cruciale, lungo il tratto che collega Bologna a Castel Maggiore, dove il sabotaggio ha colpito i cavi dell'alta velocità, vitali per la trasmissione degli impulsi della segnaletica e dei dati sul transito dei convogli.

La presunta rivendicazione online

Nelle ore successive a quel doppio attacco, caratterizzato dall'uso di ordigni incendiari, è comparsa in rete una prima, presunta, rivendicazione dell'azione. La pubblicazione, apparsa su lanemesi.noblogs in data 7 febbraio, ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine, le quali – è bene precisarlo – stanno vagliando con estrema cautela l'autenticità del messaggio, in attesa di riscontri investigativi più solidi e definitivi.

Un nuovo episodio sulla linea merci

Mentre le indagini sul primo sabotaggio procedevano, un ulteriore danneggiamento è stato perpetrato ai danni della rete, sempre in area bolognese. L'azione, stavolta, si è concentrata sulla cosiddetta linea di cintura, quel reticolo di binari e bivi che, sviluppandosi da est a ovest a nord della città, permette il transito dei treni merci evitando il passaggio dalla stazione centrale. I cavi, in questo caso, non sono stati incendiati ma deliberatamente tranciati, a conferma di una metodologia diversa ma dall'intento ugualmente destabilizzante per il sistema dei trasporti.

Lo stato delle indagini

La procura, come filtrano gli ambienti investigativi, mantiene un approccio di massima prudenza, evitando per il momento di tracciare collegamenti certi tra i diversi episodi. Ciò non toglie che la sequenza temporale ravvicinata – appena due notti separano gli eventi – e la scelta ripetuta di colpire le infrastrutture ferroviarie, punti nevralgici della mobilità nazionale, stiano orientando il lavoro degli inquirenti verso una ricostruzione unitaria dei fatti, che tenga conto di tutti gli elementi emersi finora.

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