Manovra 2026, dal fisco alle famiglie: la bozza da 137 articoli

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre l'autunno si avvicina, portando con sé il consueto rito parlamentare, è finalmente pronto il "bozzone" della legge di Bilancio per il 2026, un documento di 137 articoli che il governo ha licenziato in Consiglio dei ministri e che ora si appresta a navigare le aule di Montecitorio e Palazzo Madama. Un testo, questo, che si presenta meno snello di quanto inizialmente preventivato, custodito fino all'ultimo nei cassetti del Mef e della Ragioneria Generale dello Stato, e che ora, nelle sue pieghe, svela interventi di varia portata, alcuni attesi, altri più sorprendenti, che vanno a comporre un mosaico complesso di misure fiscali e sociali.

Il cuore della manovra: il taglio dell'Irpef e gli interventi sul fisco

Al centro dell'impianto della manovra, come annunciato nelle scorse settimane, trova posto una significativa revisione del sistema tributario, con un'operazione che mira ad alleggerire il carico sui contribuenti. L'elemento di maggior rilievo è costituito dal taglio di due punti percentuali dell'aliquota Irpef intermedia, che scende così dal 35% al 33%, una mossa che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe portare un respiro al cosiddetto ceto medio. A questo si accompagna un nuovo strumento di rottamazione delle cartelle esattoriali, un meccanismo ormai ricorrente che prova a sbloccare i crediti della pubblica amministrazione. Non mancano, tuttavia, degli elementi di riequilibrio, come l'aumento della tassazione per gli affitti a breve termine, una misura che guarda al mercato immobiliare e al suo impatto sui centri urbani, e un rialzo della tassa per i patrimoni più elevati, quelli che vengono colloquialmente definiti "Paperoni".

Famiglia e lavoro: il congedo parentale e la flat tax per i notturni

Oltre al capitolo puramente fiscale, la bozza dedica una particolare attenzione alle politiche familiari e a quelle del lavoro, tentando di conciliare esigenze spesso distanti. In questo solco si inserisce l'estensione del congedo parentale, che potrà essere fruito fino al compimento del quattordicesimo anno di età del figlio, un ampliamento notevole che cerca di venire incontro ai genitori lavoratori. Parallelamente, per quanto attiene al mondo del lavoro dipendente, viene introdotta un'aliquota agevolata per i lavoratori notturni, una flat tax al 15% concepita come un riconoscimento per chi presta la propria opera in orari disagiati. Misure, queste, che si intrecciano con l'altro grande e spinoso dossier, quello dell'innalzamento dell'età pensionabile, un argomento che torna periodicamente a far discutere.

Le altre misure: dai Lep alle prospettive future

Il testo, la cui integralità è già circolata tra gli addetti ai lavori, non si esaurisce con questi punti principali. Tra i 137 articoli, infatti, trova spazio anche la definizione dei Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), un tassello fondamentale che non è solo tecnico, ma che rappresenta la premessa indispensabile per qualsiasi futuro sviluppo della riforma sull'Autonomia differenziata, un tema che divide profondamente la politica. Si tratta di un passaggio cruciale, che va ben oltre la contingenza della manovra annuale e che delinea un orizzonte di più lungo periodo, toccando il delicato equilibrio tra competenze statali e regionali. Il documento, nel suo insieme, spazia dunque dal fisco alla famiglia, toccando anche interventi settoriali che riguardano il sistema bancario e assicurativo, a dimostrazione di una strategia economica che prova a tenere insieme più fronti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.