Fisco e terzo settore, l'Agenzia delle Entrate apre la consultazione sulla bozza di circolare

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Con un comunicato diffuso il 19 dicembre, l'Agenzia delle Entrate ha reso nota la pubblicazione, in consultazione pubblica, di una bozza di circolare che affronta la disciplina fiscale per gli enti del Terzo settore iscritti nel Registro unico nazionale (Runts). L'iniziativa, che segue di poco l'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si inserisce in un quadro normativo italiano in fase di assestamento, offrendo i primi chiarimenti operativi su temi cruciali dopo le recenti modifiche legislative. I soggetti interessati, dunque, hanno la possibilità di contribuire attivamente alla stesura definitiva del documento, inviando osservazioni e proposte di modifica fino al prossimo 23 gennaio 2026 all'indirizzo email dedicato, in un arco temporale che, seppur definibile come ristretto, consente comunque un confronto preliminare.

Il contenuto del documento e il test di non commercialità

La bozza di circolare, come specificato dall'Agenzia, si propone di fornire "i primi chiarimenti" sulle disposizioni del codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e di qualificazione fiscale degli enti iscritti al Runts. All'interno del testo, che include una ricognizione delle norme tributarie contenute nel decreto legislativo 117 del 2017, vengono affrontati nodi interpretativi di particolare delicatezza. Uno di questi riguarda il superamento del cosiddetto test di non commercialità per quegli enti che svolgono più attività di interesse generale: in tali casi, le attività dovranno essere considerate globalmente, purché presentino caratteristiche omogenee sotto il profilo sia strutturale che funzionale. Questo approccio, volto a una valutazione d'insieme, mira a evitare frammentazioni artificiose che potrebbero compromettere la corretta qualificazione fiscale dell'ente nel suo complesso.

Un atteso riferimento per il nuovo regime

Il documento, molto atteso dagli operatori del settore, è destinato a diventare un punto di riferimento essenziale per l'interpretazione e l'applicazione delle misure fiscali che entreranno in vigore a partire dal prossimo anno. La circolare, infatti, non si limita a una mera elencazione di principi, ma cerca di offrire indicazioni pratiche per orientarsi in un panorama normativo complesso e talvolta ambiguo. La sua finalità è quella di chiarire, tra l'altro, i confini tra attività istituzionali e attività commerciali accessorie, un discrimine che incide profondamente sul regime impositivo applicabile e, di conseguenza, sulla sostenibilità economica e finanziaria delle organizzazioni non profit.

La procedura di consultazione e i suoi tempi

La scelta di sottoporre il testo a una consultazione pubblica, sebbene con un termine per le osservazioni fissato a poco più di un mese dalla pubblicazione, risponde all'esigenza di raccogliere i contributi dei diretti interessati prima della formalizzazione definitiva. Un processo, questo, che testimonia la volontà di tenere conto delle specificità e delle criticità emerse dal mondo del Terzo settore nell'applicazione concreta delle nuove regole. La fase di ascolto, sebbene circoscritta nel tempo, rappresenta un passaggio significativo per affinare gli indirizzi interpretativi e pervenire a un testo che possa effettivamente fungere da guida chiara e condivisa, riducendo il più possibile le zone d'ombra e le incertezze applicative per migliaia di enti in tutta Italia.

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