Acciaierie Venete, Banzato: «Caro energia, costretti ad alzare i prezzi. Servono nucleare e interventi sull’Ets»
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Redazione Economia
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Alessandro Banzato, presidente di Acciaierie Venete e leader designato di Federacciai, lancia un allarme senza mezzi termini riguardo alla ripresa produttiva del settore siderurgico, messa a dura prova dai rincari energetici che non accennano a diminuire. «Con questi costi saremo costretti ad aumentare i prezzi, ma così il mercato rischia di restringersi ancora. Servono interventi immediati sull’Ets e una strategia europea.
Nel lungo periodo non possiamo rinunciare al nucleare», ha dichiarato, sottolineando l'urgenza di un'azione coordinata per fronteggiare quella che definisce una situazione drammatica per le imprese del settore.
La morsa dei costi: elettricità e gas ai massimi storici
Il presidente di Acciaierie Venete descrive un quadro particolarmente preoccupante, evidenziando come il costo dell'elettricità sia rimasto «altissimo durante tutto agosto», un mese in cui, tradizionalmente, i consumi industriali calano a causa delle fermate degli impianti. «Avrà inciso il caldo, con il maggiore utilizzo dei condizionatori, ma il dato resta: anche nei giorni scorsi le quotazioni si sono mantenute su livelli molto elevati», ha spiegato, aggiungendo che il gas continua a viaggiare attorno ai 60-70 euro per megawattora.
«Ripartire in queste condizioni è oggettivamente problematico», ha commentato, facendo intendere come i margini per assorbire questi rincari siano ormai esigui. A confermare la portata del fenomeno, una stima di Nomisma Energia, riportata da Il Sole 24 Ore, che prevede per settembre un prezzo del gas di 137 centesimi al metro cubo, contro i 106 di settembre 2025, con un impatto devastante sulle bollette di famiglie e imprese. Per un'azienda tipo, l'aggravio potrebbe superare i 559.000 euro annui solo per la componente gas, con un incremento del 65% rispetto all'anno precedente, mentre per l'elettricità si prevedono rincari del 7%.
Il rischio di un effetto domino su tutte le filiere industriali
La preoccupazione principale espressa da Banzato riguarda l'effetto a catena che un aumento del prezzo dell'acciaio avrebbe sull'intero sistema produttivo. «La siderurgia, però, è alla base di molte filiere industriali: se rincara l'acciaio, l'aumento si trasferisce inevitabilmente su tutti i prodotti a valle», ha avvertito, creando una spirale perversa.
Un secondo problema, altrettanto grave, è che «prezzi più elevati rischiano di prosciugare ulteriormente una domanda che già oggi non è particolarmente vivace», generando una situazione di estrema complessità per le imprese che si trovano a dover gestire costi maggiori in un contesto di mercato debole. Non si tratta di un'inflazione da domanda, ma di un aumento dei costi di origine esterna contro il quale le aziende sono sostanzialmente disarmate, a meno di interventi strutturali.
La ricetta per il futuro: diversificazione, nucleare e rinnovabili
Di fronte a questa emergenza, la soluzione prospettata da Banzato è chiara e radicale: la diversificazione delle fonti energetiche. «Le rinnovabili sono indispensabili e gli impianti vanno realizzati, ma in un Paese industrializzato come il nostro anche il nucleare è fondamentale», ha affermato, consapevole dei tempi lunghi necessari per la realizzazione di nuovi impianti. «È chiaro che, anche partendo domani mattina, servirebbero almeno dieci anni. Si parla molto di mini-nucleare, ma le analisi che abbiamo condotto in Federacciai mostrano ancora costi piuttosto importanti.
Tuttavia, bisogna cominciare: non possiamo continuare a rinviare ogni scelta». Parallelamente, Banzato sottolinea la necessità di accelerare sulle rinnovabili, superando il nodo burocratico delle autorizzazioni che frena gli investimenti. L'esempio di Acciaierie Venete, che ha installato pannelli solari sui tetti del proprio stabilimento di Verona, dimostra la volontà del settore di investire in questa direzione, ma serve un cambio di passo a livello nazionale.
Energia, futuro e sostegno: le richieste al governo e all'Europa
La crescente domanda di elettricità, alimentata anche dallo sviluppo dei data center, rende la questione ancora più stringente e impone scelte coraggiose per garantire la competitività del sistema-Paese. In attesa che le soluzioni strutturali producano i loro effetti, Banzato ha sollecitato un sostegno pubblico per imprese e famiglie, specificando che non si tratta necessariamente di incentivi a pioggia, ma di strumenti di copertura o supporto che possano tamponare l'emergenza attuale.
L'allarme del presidente di Acciaierie Venete arriva in un momento delicato per il comparto siderurgico italiano, che si trova a fare i conti con la duplice sfida del caro energia e di un mercato globale sempre più competitivo, e trova un riscontro immediato negli allarmi lanciati dalla Banca Centrale Europea sugli effetti dello shock energetico.
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