L'Alessandria conquista la Coppa Italia di Eccellenza, il Cuneo domato 3-1

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pioggerellina che accoglieva le squadre al "Silvio Piola" di Vercelli non ha intaccato la determinazione dell'Alessandria, la quale, trascinata dalla regia di mister Arturo Merlo, ha imposto fin dalle prime battute un ritmo serrato che il Cuneo non è mai riuscito a contrastare efficacemente. Dopo una fase iniziale di reciproca esplorazione, i Grigi hanno gradualmente stretto le maglie del gioco, trovando il vantaggio al giro di boa della mezz'ora con un'azione concretizzata da Diop, il cui gol ha scosso gli equilibri degli avversari, costretti a rincorrere un pallone che, per lunghi tratti, è sembrato sfuggire al loro controllo. Il raddoppio, arrivato allo scadere del primo tempo grazie a Cargiolli, ha di fatto spento ogni residua speranza dei biancorossi, confermando una superiorità tattica che, nonostante il cambio di passo dopo l'intervallo, non è mai stata messa seriamente in discussione.

Il dominio dei grigi e la sofferenza gestita

La seconda frazione di gioco, sebbene caratterizzata da una maggiore pressione del Cuneo, ha offerto l'immagine di una squadra, quella alessandrina, capace di amministrare il largo margine acquisito con freddezza e pragmatismo, alternando fasi di contenimento a ripartenze veloci che tenevano sotto costante minaccia la retroguardia avversaria. La maturità dimostrata nel gestire i momenti di maggior difficoltà, inevitabili in una finale, è parsa essere uno degli elementi distintivi di una compagine che, forte del doppio scudo, ha limitato gli spazi e le opportunità degli uomini della benemerita, i quali, pur lottando fino all'ultimo respiro, non hanno trovato la chiave per intaccare una difesa ben schierata e protetta da un centrocampo attento. La partita, che si è avviata verso le sue battute conclusive senza subire scossoni, ha così consegnato ai piemontesi un successo netto, il quale, oltre al prestigio del trofeo, garantisce l'accesso alla Fase Nazionale della competizione.

Un traguardo che vale un percorso

Il trionfo, giunto al termine di un cammino che ha visto l'Alessandria imporsi in tutti gli scontri diretti con il Cuneo in questa stagione, non rappresenta un episodio isolato ma il coronamento di un percorso costruito con coerenza, come dimostra la sicurezza con cui i giocatori hanno saputo gestire anche le fasi più delicate dell'incontro. La squadra, compatta in ogni reparto, ha saputo leggere i momenti della sfida, accelerando quando necessario e chiudendo gli spazi in fase di difesa, dimostrando una qualità atletica e mentale che ha fatto la differenza sul campo di gioco. La partita, seguita da un pubblico numeroso nonostante le difficoltà logistiche all'ingresso dello stadio, ha dunque regalato ai tifosi grigi una serata di festa, mentre per il Cuneo rimane il rammarico per un'impresa che, sebbene agognata, è rimasta fuori portata contro un avversario tecnicamente e tatticamente superiore.

L'eredità di una finale

Oltre il risultato, che consegna alla storia del club il nome dell'Alessandria come detentrice della Coppa Italia di Eccellenza, la finale ha offerto un'immagine di calcio di territorio che, pur nelle sue specificità, ha mantenuto un livello di competitività e intensità notevole. La capacità dei grigi di chiudere le azioni nelle occasioni decisive, unita a una difesa poco permeabile, ha scritto la parola fine su una contesa che, dopo i due gol del primo tempo, ha visto calare progressivamente la tensione, lasciando spazio alle manovre di contenimento della squadra di Merlo. Il fischio finale, giunto dopo il terzo gol siglato nella ripresa, ha sancito una vittoria meritata, frutto di un rendimento collettivo superiore e di una preparazione che ha permesso di affrontare al meglio l'evento, senza lasciare spazio all'improvvisazione o alla fortuna.

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