Brescia, neonata muore dopo il parto e il ginecologo si toglie la vita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Giuseppe Perticone, ginecologo di 38 anni originario di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, si è tolto la vita pochi giorni dopo la morte di una neonata avvenuta il 31 gennaio scorso all’ospedale di Desenzano del Garda, dove lavorava. La bimba, nata dopo un travaglio complicato che aveva richiesto l’uso della ventosa ostetrica, è deceduta poche ore dopo il parto. La gravidanza, secondo le prime ricostruzioni, non aveva presentato particolari criticità, se non un lieve ritardo rispetto alla data prevista. Tuttavia, l’esito tragico ha spinto i genitori a presentare una denuncia, sostenuti dall’avvocato Giulio Soldà, che ha dichiarato: “Crediamo che non si sia trattato di una morte naturale ma di un errore medico”.

Perticone, che oggi avrebbe compiuto 39 anni, aveva lasciato la Sicilia per studiare medicina a Perugia, specializzandosi poi in Ginecologia e Ostetricia. Dopo esperienze professionali in Francia e Belgio, si era stabilito a Merano, dove viveva con la moglie. La sua carriera, apparentemente solida, è stata però travolta dagli eventi degli ultimi giorni. Prima di togliersi la vita, il medico aveva effettuato ricerche online relative al lago di Garda, lo stesso specchio d’acqua dove, nel 2023, era scomparsa la dottoressa Sara Pedri, collega e amica, il cui corpo non è mai stato ritrovato.

La procura di Brescia, che sta indagando sulla morte della neonata, non esclude un possibile legame tra i due eventi. Gli investigatori hanno chiesto di poter visionare gli atti della provincia autonoma di Trento, dove Perticone aveva lavorato in precedenza, per chiarire eventuali dinamiche professionali o personali che possano aver influito sulla sua decisione. Intanto, i genitori della piccola attendono risposte, mentre il caso solleva interrogativi sulle pressioni a cui sono sottoposti i medici, specialmente in contesti ad alta responsabilità come quelli ostetrici.

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