Trump vuole un oceano con il suo nome. E i fan applaudono a tutto
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Redazione Esteri
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Donald Trump vuole dare il proprio nome a un oceano, scegliendo tra l'Atlantico e il Pacifico. Il presidente degli Stati Uniti ha lanciato la proposta sabato 10 ottobre, durante un comizio elettorale a Clarksville, nel Tennessee, davanti ai sostenitori repubblicani. Ma non è stata l'unica uscita sorprendente della giornata. Parlando dell'affetto ricevuto dal pubblico, Trump ha dichiarato: «Potrei dirvi le cose più stupide e voi applaudireste». E dalla platea è partito immediatamente un applauso, proprio come aveva appena previsto.
Dall'Oceano Trump al Golfo d'America: la geografia secondo il presidente
L'idea di ribattezzare uno dei due grandi oceani è arrivata mentre il presidente ricordava le precedenti iniziative della sua amministrazione per cambiare i nomi geografici. «Abbiamo il Golfo e un bellissimo lago», ha spiegato ai presenti, riferendosi al Golfo d'America e al Lago America. A quel punto ha introdotto un'altra ambizione: «Qualcuno ha detto che ora ci serve un fiume. Abbiamo bisogno di un fiume. Abbiamo bisogno di un oceano». Poi ha suggerito le possibili denominazioni: «Potremmo chiamarlo Oceano Trump oppure Oceano delle Americhe, qualcosa del genere». La proposta ha provocato risate e applausi tra i partecipanti al comizio.
Il capo della Casa Bianca ha anche indicato quando vorrebbe intervenire: prima della conclusione del proprio mandato presidenziale. Nel suo discorso ha manifestato interesse per un grande fiume, precisando però di non voler cambiare il nome del Mississippi. Per quanto riguarda l'oceano, invece, non ha indicato una scelta definitiva tra le due distese d'acqua che bagnano le coste statunitensi. Non è stato annunciato alcun provvedimento formale per realizzare l'idea. La dichiarazione, pronunciata con tono scherzoso, si inserisce nella particolare attenzione del presidente per le denominazioni dei luoghi e dei monumenti.
Il precedente più significativo risale al 20 gennaio 2025, quando Trump firmò un ordine esecutivo per adottare ufficialmente negli Stati Uniti la denominazione Golfo d'America al posto di Golfo del Messico. Il provvedimento impose l'aggiornamento dei riferimenti utilizzati dalle agenzie federali e della cartografia governativa. Lo stesso ordine dispose il ripristino del nome Mount McKinley per la montagna dell'Alaska conosciuta come Denali, pur mantenendo la denominazione Denali National Park and Preserve per l'area protetta circostante. Il cambiamento dei nomi sulle mappe americane, tuttavia, non comporta automaticamente il riconoscimento da parte degli altri Paesi, una distinzione particolarmente importante quando si parla di acque e territori internazionali.
«Potrei dire le cose più stupide»: la battuta che scatena gli applausi
Durante lo stesso appuntamento elettorale, il presidente ha dedicato un passaggio del discorso al rapporto con i propri sostenitori. «Per me è facile, perché c'è così tanto amore in queste sale», ha affermato rivolgendosi alla folla. Tra le grida di approvazione, qualcuno gli ha urlato «Ti amiamo», mentre altri hanno iniziato a scandire il suo nome. Il leader repubblicano ha quindi scherzato sulla disponibilità del pubblico ad accogliere favorevolmente qualsiasi sua affermazione, anche la più assurda. La reazione dei presenti, che hanno applaudito anche quella battuta, ha trasformato il momento in una scena paradossale, rapidamente ripresa e condivisa online.
Dopo lo scambio con la platea, Trump ha spostato il discorso sulle proprie posizioni politiche, sostenendo che riflettono soprattutto il buon senso. Ha citato la sicurezza dei confini, la riduzione delle tasse e la necessità di mantenere forze armate potenti come esempi delle priorità condivise con il suo elettorato. Il presidente ha così collegato la fedeltà personale dei partecipanti al sostegno per il programma repubblicano, davanti a una platea che continuava a manifestargli approvazione.
Il comizio in Tennessee e la campagna per le elezioni di novembre
L'appuntamento si è svolto alla F&M Bank Arena di Clarksville nell'ambito della mobilitazione repubblicana per le elezioni di metà mandato del 3 novembre 2026. Trump era arrivato nello Stato per sostenere i candidati del partito, impegnati a difendere le proprie posizioni al Congresso e nelle amministrazioni locali. Tra i protagonisti della campagna figurano il senatore Bill Hagerty, candidato alla rielezione, e Marsha Blackburn, in corsa per la carica di governatrice. La presenza del presidente rientra negli incontri organizzati dal partito per rafforzare la partecipazione dei propri elettori.
Nel corso dei suoi interventi, Trump ha affrontato anche la responsabilità politica dell'esito del voto, osservando che un'eventuale sconfitta verrebbe attribuita alla sua leadership, mentre un successo potrebbe non procurargli lo stesso riconoscimento. Il presidente aveva inoltre cancellato una visita programmata a una partita di football universitario in Alabama, a causa dell'arrivo dell'uragano Isaias, confermando invece la partecipazione alla manifestazione elettorale in Tennessee.
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