Arzachena piange due giovani nella strage della statale 125

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella mattinata di domenica 13 luglio, poco dopo le otto, un boato ha squarciato il silenzio sul rettilineo di Malchittu, lungo la statale 125 che attraversa Arzachena. Due auto, una Ford Fiesta e un Suv Mg, si sono scontrate frontalmente in quello che i soccorritori, giunti sul posto con sirene spiegate, hanno descritto come un groviglio di metallo e dolore. Per due ragazzi a bordo della vettura più piccola, Sami Ait Oukfir, 18 anni, e Fares Shehata, 17, non c’è stato scampo: la morte è arrivata sul colpo, lasciando solo il crepitio delle lamiere e il vuoto di vite spezzate troppo presto.

Il terzo occupante, un sedicenne il cui nome non è ancora stato reso noto, è stato estratto in condizioni disperate e trasportato d’urgenza all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari con l’elisoccorso. Le sue condizioni, come confermano fonti sanitarie, rimangono critiche. Nell’altra auto, invece, due donne – probabilmente turiste dirette verso la Costa Smeralda – sono state ricoverate a Nuoro, al San Francesco, con ferite gravi ma non in pericolo di vita.

La statale 125, arteria che collega l’hinterland gallurese alle località balneari più ambite, è da anni al centro di polemiche per l’alta incidentalità. Stretto tra curve cieche e tratti apparentemente innocui, l’asfalto è diventato una trappola per chi lo percorre con troppa disinvoltura o, semplicemente, per chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato. Le forze dell’ordine stanno ancora ricostruendo la dinamica, ma già si parla di velocità eccessiva, forse di un sorpasso azzardato. Quel che è certo è che la strada, ancora una volta, ha preteso il suo tributo.

Ad Arzachena, paese di poco più di quattordicimila anime dove tutti si conoscono, il lutto ha assunto i contorni di una ferita collettiva. Sami, nato a Olbia da una famiglia marocchina, e Fares, egiziano di nascita ma cresciuto in Italia, erano volti noti: ragazzi che lavoravano nei locali della costa, sfruttando l’estate per racimolare qualcosa. La loro assenza pesa già, mentre le condoglianze si mescolano alla rabbia per un’ennesima tragedia evitabile.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.