Monreale piange i suoi giovani: silenzio e fiaccole per le vittime della strage

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le strade di Monreale, avvolte in un’atmosfera irreale, hanno ospitato ieri una folla silenziosa e commossa. Le luminarie spente, le facce rigate di lacrime, le fiaccole accese in memoria dei tre ragazzi uccisi nella sparatoria che ha sconvolto il paese. Un dolore collettivo, che si è tradotto in un corteo spontaneo, dove molti – amici, parenti, semplici cittadini – hanno cercato conforto nella condivisione di un lutto che sembra non avere spiegazioni.

Salvatore Calvaruso, il 19enne fermato per l’omicidio, durante l’interrogatorio di garanzia ha pianto, chiedendo scusa. «Ho distrutto quattro famiglie», ha detto, senza però fornire una ricostruzione dettagliata dei fatti. Il suo legale ha parlato di un ragazzo «distrutto», che avrebbe reagito a un’aggressione. Il gup, intanto, deve ancora decidere sulla convalida del fermo, mentre le indagini proseguono per chiarire le dinamiche di quella notte.

Tra le vittime c’è Andrea Miceli, il cui ultimo gesto è stato quello di proteggere la fidanzata, Roberta. Lei, su TikTok, ha pubblicato un messaggio straziante: «Stringi la mia mano nella tua e non lasciarla. Tienila stretta anche se sei lontano da me». Un addio che ha commosso migliaia di persone, trasformando il dolore privato in un simbolo della tragedia.

Su TikTok, inoltre, circola un audio in cui un giovane racconta la sequenza degli eventi. Secondo gli investigatori, la lite sarebbe scoppiata dopo che alcuni ragazzi si erano avvicinati allo scooter di Salvatore Turdo, una delle vittime. Un gesto banale, forse, all’origine di una spirale di violenza che nessuno avrebbe potuto prevedere.

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