Mercedes fuori giri a Monte Carlo, Wolff ammette: "Ferrari favorita"
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Redazione Sport
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Ciò che appariva una certezza matematica dopo cinque vittorie consecutive, ovvero la schiacciante supremazia della Mercedes, ha subito una battuta d’arresto nelle tortuose vie del Principato. Nel corso della prima giornata di libere valide per il Gran Premio di Monaco, sesto appuntamento del Mondiale 2026 di Formula 1, la W17 ha mostrato un volto inedito e sorprendentemente vulnerabile.
Le monoposto guidate da George Russell e dal leader della classifica mondiale, Andrea Kimi Antonelli, non solo hanno dovuto inseguire la Rossa, ma si sono ritrovate a guardare persino la Red Bull, concludendo rispettivamente in quarta e quinta posizione nella seconda sessione, staccate di oltre tre e cinque decimi da Lewis Hamilton.
Un divario, quest’ultimo, che ha immediatamente fatto scattare l’allarme a Brackley, dove i tecnici sono ora chiamati a un’intensa notte di lavoro per risolvere i problemi di assetto meccanico emersi su un tracciato che, tradizionalmente, premia la duttilità delle sospensioni più che la pura potenza aerodinamica.
Il verdetto di Toto Wolff e il "DNA" della Rossa
Nonostante il ruolino di marcia finora impeccabile – quattro vittorie per Antonelli e una per Russell – il team principal Toto Wolff ha subito smorzato gli entusiasmi, definendo la Ferrari come la favorita per l’intero weekend. "Il nostro pacchetto è forte nelle curve lunghe e veloci, mentre la Ferrari è veloce nelle curve medio-lente e qui ce ne sono molte", ha spiegato l’austriaco, sottolineando come la natura del tracciato monegasco annulli i punti di forza della freccia d’argento.
Un’analisi tecnica condivisa anche da George Russell, il quale, al termine delle prove, ha ampliato il concetto parlando di una predisposizione quasi congenita della Rossa per le insidie del cittadino. "Devo essere onesto, le tendenze che vediamo con la Ferrari ogni anno qui e sui circuiti cittadini esistono da probabilmente dieci anni. Ogni macchina ha un DNA intrinseco, e il loro, specialmente sul lato meccanico, funziona chiaramente bene in queste condizioni".
Una dichiarazione, quest’ultima, che certifica l’evidente vantaggio di Charles Leclerc e Hamilton nella gestione dei cordoli e dei cambi di direzione violenti, laddove le frecce argentate hanno invece evidenziato un fastidioso sottosterzo e difficoltà nel portare le gomme nella finestra di temperatura ideale.
Innovazione o disperazione? L'ala posteriore sotto la lente
Se la prestazione pura ha deluso, l’occhio attento degli ingegneri non ha potuto fare a meno di notare la soluzione radicale presentata dalla Mercedes sul posteriore della W17. In un weekend dove l’ala mobile (DRS) è bandita dal regolamento per limitare le velocità massime, la scuderia tedesca ha trasformato l’attuatore dei flap mobili in una complessa scultura aerodinamica.
Nello specifico, la squadra guidata da James Allison ha installato una vera e propria cascata di otto piccoli profili alari al posto del semplice meccanismo di apertura, cercando di generare carico verticale attraverso una serie di elementi sovrapposti che nessun'altra squadra ha osato replicare. Wolff stesso ha commentato il dettaglio con un certo compiacimento, affermando che è "bello vedere che c’è spazio per l’intelligenza".
Un tentativo, quello di Mercedes, di aggirare i limiti del regolamento tecnico con la pura ingegneria, ma che al momento non sembra sufficiente a colmare il gap dalla velocità pura della Rossa, specialmente nei tratti in pendenza dove le W17 hanno letteralmente perso aderenza.
Un venerdì da dimenticare in vista delle qualifiche
Il crono della seconda sessione parla chiaro e dipinge una gerarchia provvisoria ma eloquente: Lewis Hamilton ha fermato il tempo sul 1'13"026, precedendo il compagno Leclerc e Verstappen. Russell, con un distacco di 379 millesimi, e Antonelli, relegato a oltre mezzo secondo, hanno dovuto ammettere la superiorità degli avversari su un circuito dove il giro secco in qualifica vale più che altrove.
"Sapevamo che questa sarebbe stata la gara più impegnativa per noi tra quelle in calendario, ma è stata forse più dura del previsto", ha ammesso Russell, aggiungendo che i progressi fatti tra la prima e la seconda sessione dimostrano che "c’è ancora margine" per ribaltare le gerarchie. Per i tecnici Mercedes, tuttavia, l’urgenza è risolvere la crisi di assetto meccanico che impedisce alle monoposto di affrontare le curve lente con la stessa fiducia della Ferrari.
La notte di Monte Carlo sarà quindi cruciale per limare un deficit che, se non corretto, rischia di spezzare l’imbattibilità della scuderia anglo-tedesca in questo avvio di campionato, con la Rossa pronta a capitalizzare al massimo la conformazione del tracciato.




