Mercedes dopo Barcellona, la lezione di Wolff: "Basta duelli, si cambia"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Gran Premio di Barcellona, vinto da Lewis Hamilton con la Ferrari al termine di una gara tatticamente perfetta, ha lasciato strascichi profondi in casa Mercedes. Se da un lato c’è la soddisfazione per il vecchio amico tornato al successo – un sentimento che il team principal Toto Wolff non ha nascosto – dall’altro emerge una delusione tecnica e strategica difficile da digerire per chi, partito dalla pole position con George Russell, si aspettava di dominare l’evento.

Invece, il muretto box deve fare i conti con una realtà cruda: la gestione “liberista” dei propri alfieri, Andrea Kimi Antonelli e Russell, ha finito per favorire l’ex di turno, permettendo alla Rossa di inserirsi nel vuoto lasciato dai duelli interni.

Il peso dei track limits e il guasto fatale

Per Andrea Kimi Antonelli, quello catalano è stato il fine settimana più amaro della sua giovane carriera in F1, non certo per la mancanza di velocità – che quella non manca mai – ma per il risultato finale: zero punti e un ritiro a pochi giri dal termine. L'azzurro, autore di una rincorsa veemente alle spalle del compagno, ha dovuto vedersela con un doppio nemico: l’affidabilità, tradita da un probabile guasto alla batteria della W17, e la precisione.

Costretto a spingere al limite nel tentativo di passare Russell, Antonelli ha collezionato ripetute violazioni dei track limits, in particolare alla curva 10. I commissari, esaminando i dati post-gara, gli hanno comminato una penalità di cinque secondi che, sebbene non potesse essere scontata a causa del ritiro, fotografa la tensione con cui il giovane ha dovuto gestire il divario di passo nei confronti del compagno di scuderia.

Wolff cambia registro: niente più liberi arbitri

La musica, ascoltata a microfoni spenti nel paddock, è cambiata radicalmente nelle dichiarazioni ufficiali del dopo gara. Toto Wolff, consapevole che l’egemonia Mercedes non può più essere data per scontata ora che Hamilton e la Ferrari hanno ripreso a fare paura, ha annunciato una stretta. "George e Kimi non saranno più liberi" di lottare senza criterio, è il succo del messaggio trasmesso ai piloti.

Wolff ha apertamente ammesso che non imporre un ordine di scuderia durante il confronto diretto a Barcellona potrebbe essere stato l’errore decisivo che ha regalato la vittoria al rivale. L'austriaco, pur elogiando il passo mostrato da Antonelli – oggettivamente superiore in alcune fasi della corsa – intende ricalibrare le modalità di approccio alla gara, mettendo fine a quei "giochi" che finora hanno intrattenuto gli appassionati ma che rischiano di costare care in termini di punti in classifica costruttori.

"Felice per Lewis, ma in casa mia si cambia"

Nonostante la delusione per un’occasione mancata, Toto Wolff ha voluto riservare un pensiero privato ma pubblico per il sette volte campione del mondo, ora alla Ferrari. "Sono davvero felice per il mio vecchio amico Lewis – ha confidato Wolff – ha lavorato duramente e ha passato tanti momenti difficili, in particolare l’anno scorso. Dico sempre che se non tocca a noi vincere, voglio che sia lui a farlo". Un riconoscimento sportivo che, però, non distoglie l'attenzione dai problemi interni.

La "modalità da rivedere" invocata dalla squadra riguarda proprio l’eterna dialettica tra giovani talenti: da una parte l’esperienza di Russell, capace di siglare pole position ma altalenante nella gestione della gara, dall’altra la furia agonistica di Antonelli, frenata però da un’affidabilità che ha iniziato a mostrare crepe. L'avvertimento di Wolff è chiaro: d’ora in poi, la libertà dei piloti sarà subordinata all'interesse superiore del team, pena l'intervento diretto dal muretto.

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