Il guasto elettrico ferma la rimonta di Antonelli a Barcellona, Wolff studia i nuovi equilibri in casa Mercedes
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Redazione Sport
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La domenica di Montmelò, che doveva rappresentare l’ennesima passerella trionfale per il teenager bolognese Kimi Antonelli, si è trasformata invece in un brusco risveglio per la Mercedes. Quando mancavano ormai soltanto sei giri al termine del Gran Premio di Barcellona, la sua W17 ha accusato un improvviso cedimento elettrico, costringendolo al ritiro mentre occupava la seconda posizione e interrompendo bruscamente una striscia di cinque vittorie consecutive che durava dall’appuntamento cinese.
Il guasto, che è sembrato cogliere di sorpresa lo stesso pilota, non ha avuto avvisaglie: "All’improvviso la macchina è andata k.o.", ha spiegato il leader del mondiale, evidenziando come un problema analogo avesse già fermato il compagno di squadra George Russell in Canada.
L’affidabilità, in questo primo terzo di campionato caratterizzato dalle nuove power unit, si sta rivelando il vero tallone d’Achille per il team anglo-tedesco, con i cedimenti della batteria che sono emersi come un limite strutturale del progetto, diffusi non solo nella squadra ufficiale ma anche tra i team clienti che utilizzano le stesse unità.
Inefficienze tattiche e il congedo dal "fair play" interno
Mentre il giovane italiano raccoglieva i cocci di una prestazione comunque di alto profilo, il team principal Toto Wolff ha dovuto fare i conti con un fine settimana complesso, trovando rifugio in un sorriso solo per un evento esterno alla sua squadra, ovvero la prima vittoria del suo ex pupillo Lewis Hamilton in rosso Ferrari. A Barcellona, infatti, non solo l’affidabilità ha tradito le aspettative, ma anche la gestione strategica della gara ha lasciato più di un dubbio.
Il confronto diretto tra Russell e Antonelli, se da un lato ha dimostrato la supremazia in termini di passo del bolognese, dall’altro ha apero voragini temporali decisive, permettendo a Hamilton di rientrare in lizza sfruttando una Virtual Safety Car. Per questo motivo, Wolff ha apertamente dichiarato che il team dovrà rivedere il proprio approccio, mettendo fine ai duelli "senza rete" tra i suoi piloti.
"Dobbiamo discutere come gestire le situazioni in cui c'è un differenziale di passo", ha ammesso, aprendo di fatto alla possibilità di ricorrere ai tanto discussi ordini di scuderia per preservare le ambizioni iridate, onde evitare di sprecare secondi preziosi in battaglie interne che alla lunga potrebbero favorire gli avversari.
La rimonta di Hamilton e le crepe nel muro Mercedes
Se il ritiro di Antonelli rappresenta un colpo duro in classifica, il sorriso di Wolff per il "vecchio amico" Hamilton nasconde una crescente preoccupazione per la tenuta psicologica della propria squadra. La vittoria del sette volte campione del mondo, ottenuta al volante della SF-26, ha ridotto il distacco dalla vetta a 41 punti, riaccendendo una bagarre che sembrava già chiusa dall’eurodominio del giovane italiano.
Hamilton, che nel 2025 aveva faticato a trovare il feeling con la Rossa, a Barcellona ha capitalizzato al meglio un pacchetto di aggiornamenti che ha modificato a fondo il comportamento della vettura, mettendo pressione su una Mercedes che, pur non discutendo le prestazioni della W17, ha dovuto constatare come la power unit sia ancora troppo vulnerabile.
Wolff, che conosce bene la fame del suo ex pilota, ha avvertito i suoi: "Se lui sente odore di sangue, attacca", un monito chiaro per Antonelli e Russell, ora chiamati a gestire la pressione di un Hamilton che, in sella alla Ferrari, ha ritrovato smalto e determinazione.
Un giallo tecnico che allunga l'ombra sul campionato
L’ombra più inquietante per il team di Brackley, tuttavia, rimane quella proiettata sulla sala macchine. Il problema che ha fermato Antonelli è identico a quello occorso a Russell in Canada, e i tecnici devono ancora scavare a fondo per comprendere la radice di questi blackout improvvisi che colpiscono le componenti elettriche senza preavviso.
Russell, che ieri ha tagliato il traguardo in seconda posizione, ha ammesso di osservare con apprensione questi continui cedimenti, sottolineando che si tratta di una tendenza preoccupante per l’intero parco vetture motorizzate Mercedes.
Mentre il circus si prepara per la calda fase estiva del mondiale, il vantaggio di Antonelli, seppur ancora robusto (156 punti contro i 115 di Hamilton), appare ora meno blindato: bastano un paio di ritiri come quello di Barcellona per rimescolare completamente le carte in tavola, trasformando un tallone d'Achille tecnico in un'opportunità clamorosa per gli inseguitori.




