Indagine su Pisicchio: un intricato intreccio di corruzione e finanziamenti illeciti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
L'avvocato Michele Laforgia ha annunciato la sua rinuncia alla difesa di Alfonso Pisicchio, ex assessore regionale arrestato il 10 aprile. Pisicchio è coinvolto in un'inchiesta per truffa, corruzione e finanziamento illecito ai partiti, insieme a suo fratello Enzo e altre 13 persone.
La posizione della Regione Puglia
Il presidente della Regione Puglia, Emiliano, ha dichiarato che le indagini in corso da parte della Procura di Bari non hanno mai riguardato l'attività istituzionale della giunta in carica. Ha sottolineato che è stato un dirigente regionale a dare inizio alle indagini attraverso una sua denuncia, dimostrando la capacità degli uomini e delle donne della Regione Puglia di comprendere e reagire ad ogni tentativo di commettere atti illegali.
Il coinvolgimento della 'Ndrangheta
Nelle carte dell'inchiesta sui fratelli Pisicchio spunta il nome di Recordare, un personaggio riservato della 'Ndrangheta con interessi a Bari. L'inchiesta ha portato alla luce una storia complessa fatta di presunte corruzioni, truffe e turbata libertà degli incanti nelle gare d'appalto.
L'origine dell'indagine
La genesi dell'indagine trae origine dalle dichiarazioni dell'ingegnera Barbara Valenzano, direttore del Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione Puglia. Le sue dichiarazioni hanno dato il via a un'indagine che ha portato alla luce un sistema di corruzione e finanziamenti illeciti al partito "Iniziativa Democratica".




