Cosa si sono detti i “volenterosi” e Trump

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La cosiddetta coalizione dei "volenterosi", un gruppo di trentacinque Paesi – tra membri della Nato, Australia e Giappone – nata da un'iniziativa di Regno Unito e Francia lo scorso marzo, prova a trovare una quadra comune per il sostegno a Kiev, un impegno che, dopo il vertice di Parigi, assume per la prima volta un contorno numerico definito. Ventisei, infatti, sarebbero le nazioni pronte a partecipare a un sistema di garanzie di sicurezza per l’Ucraina, un impegno che potrebbe eventualmente contemplare, in un futuro non precisato, anche l’invio di contingenti militari. A rivelare la cifra è stato Emmanuel Macron, anfitrione del summit in formato ibrido – al quale hanno preso parte alcuni leader fisicamente, come lui, mentre altri, tra cui la premier Giorgia Meloni, si sono collegati da remoto – il quale ha però specificato, con una puntualizzazione non trascurabile, che ciascuna capitale avrà piena libertà di decidere tempi e modalità del proprio contributo, tenendo conto delle differenti sensibilità politiche interne.

Kyiv, dal canto suo, incassa formalmente l’impegno di questi ventisei Paesi a difendere l’Ucraina, dopo un eventuale cessate il fuoco, attraverso armamenti e truppe di garanzia, sebbene la strada per tradurre la dichiarazione d’intenti in fatti concreti appaia ancora tutta in salita. Dei ventisei firmatari, infatti, soltanto la Francia e le nazioni baltiche si sono finora espresse con un grado di apertura tale da lasciar presupporre una concreta disponibilità all’invio di uomini, mentre la maggior parte degli altri aderenti mantiene un profilo deliberatamente basso e vago, rinviando ogni decisione operativa a futuri negoziati.

Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nel corso di un incontro con Volodymyr Zelensky, ha confermato l’impegno dei leader al fianco di Kyiv, lanciando al contempo un monito a Budapest, la cui posizione spesso critica verso le iniziative comunitarie di supporto all’Ucraina rappresenta un elemento di frizione persistente. Nel frattempo, sul campo, continuano senza sosta i raid russi, che hanno recentemente colpito la città di Leopoli, a ricordare come la dimensione bellica, con la sua crudezza, proceda di pari passo con il complesso lavoro diplomatico.

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